Logbook 60 – Una modesta proposta

La notizia è che i canali russi di informazione controllati da Putin sostengono che Bucha in realtà è un set cinematografico. Tutta fuffa insomma, cui abbiamo abboccato tutti, anche gente che ha una sua credibilità da difendere fra papi e capi di stato. E comunque niente di nuovo in fondo, se Alfred Hitchcock e tutti coloro che hanno filmato (in condizioni estreme) quello che erano i lager nazisti appena liberati, si sono sentiti anche loro poi dire che era tutto fasullo da una sparuta minoranza di squilibrati o in malafede.

Ma facciamo anche conto che ci sia una possibilità su mille che sia una grande bufala. 

Ok? Bene. Proviamo a ragionare per punti:

1. L’Onu è quel che è ma la Russia continua a farne parte non marginalmente quindi è ragionevole pensare che se ne fidi, per quanto possibile.

2. L’Onu ha i suoi osservatori che sono formati esattamente per valutare situazioni del genere.

3. L’Onu manda i suddetti osservatori sul posto e sui posti in questione e si può star certi che gli ucraini collaboreranno. Si potrebbe anche immaginare con loro nel caso qualche osservatore russo insieme agli altri. Si possono poi aggregare osservatori della Croce Rossa, della Mezzaluna Rossa e quant’altro, non sarebbe un problema, basta che però la cosa sia immediata. Le tracce hanno vita breve, come ci insegnano gli indiani nei film western.

Di qui si arriva al bivio:

4. Gli osservatori confermano che la strage c’è stata. A questo punto le chiacchiere stanno a zero, comunque si dica questo in russo. La Russia può sempre uscire dall’Onu se non condivide le conclusioni ma deve motivarle con i fatti e non con le chiacchiere.

oppure

4 bis. Risulta tutta una messa in scena, come sostiene Mosca, e a questo punto ne rispondono i responsabili.

Tertium non datur, come dicevano i Romani.

Troppo semplice? Forse è questo il problema.

In sintesi, osservatori imparziali, credibili e riconosciuti in tempi strettissimi per accertare cosa è successo nelle varie Bucha ucraine e si mette un punto fermo su questa vicenda. Un punto fermo di cui Dio sa se ce ne sarebbe bisogno, visti i tempi.

Foto tratta da Avvenire

Una opinione su "Logbook 60 – Una modesta proposta"

  1. Caro Carlo,
    Se la verità è la prima vittima della guerra, forse la logica è la seconda! La tua proposta ha il difetto di essere troppo sensata in un momento in cui le forze contrapposte non hanno interesse ad appurare quanto realmente accade sul campo e prevale l’intento di influenzare l’opinione pubblica a scapito dei poveretti che stanno subendo un orribile massacro, certamente né il primo né l’ultimo nella triste storia dell’umanità…

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