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Logbook 292 – Loredana

Non vedi Loredana da una vita però quando la senti in radio, magari in macchina, sorridi da solo come uno scemo. Perché é brava, perché usa la radio da sempre come fosse casa sua dove accoglie con amicizia e affetto gli ascoltatori e poi ti viene in mente l’allegria che ti metteva addosso quando avevamo vent’anni o giù di lì, come direbbe il Maestrone.

Era il primissimo nucleo di RR e in redazione eravamo in quattro Loredana e io, oltre Claudia Di Giorgio e Gianni Sandrucci che però erano molto più seri di noi due. Poche settimane dopo sarebbe arrivato Lino Iannuzzi con Marco Taradash, Paolo Liguori, Massimo Bordin che arrivava da RCF, Valter Vecellio e qualche altro per affrontare insieme la campagna elettorale del 1979 dove poi i radicali fecero strike portando a casa diciannove deputati e due senatori.

Loredana era e resta una forza della natura radiofonica. Sa fare radio con intelligenza e cultura ma al tempo stesso sa divertire e si diverte. Rognosa quando litiga, é una amica preziosa. Insieme realizzammo una campagna durante le elezioni contro le affissioni abusive nella Capitale che chiamammo “Non votate gli zozzoni”. Ci divertivamo come due pazzi. Sarebbe da spiegare però ai più giovani giovinastri che una roba del genere, oggi normale e scontata, allora fece scandalo e comportó anche qualche polemica contro la radio e contro noi due.

Michele mi manda una sua foto con un altro amico con cui ho altro passato in comune. Lei e l’ammiraglio Donato Marzano sono sul palco del Premio Ottone a Capraia, isola di bellezza struggente e ancoraggio avventuroso, l’estate appena trascorsa. La guardi e senti la sua voce anche se é solo una foto. Miracoli della tecnologia o forse più propriamente della memoria.

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