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Logbook 305 – Gente così

Paolo Graldi era un buon giornalista e soprattutto quello che in maniera un po’ pomposa viene definito un gentiluomo. Le due cose non é che si vedano spesso accoppiate in questo strano Paese e quindi la sua scomparsa pesa ancora di più.

Dirigeva il Mattino quando lo conobbi e faceva un buon giornale nonostante l’eredità impegnativa che gli aveva lasciato Sergio Zavoli, suo riferimento professionale e umano.

Ero di passaggio a Napoli e mi chiese se potevamo pranzare insieme. Lo conoscevo non benissimo e il Mattino lo leggevo raramente ma l’invito mi incuriosí e al tempo stesso mi fece piacere.

In un ristorante di Santa Lucia mi propose una rubrica settimanale del martedì che commentasse i vari fatti della settimana. La rubrica partì e ci divertiamo molto per un bel po’ di tempo. Soprattutto il modo con cui me lo propose mi colpì. Un insieme di professionalità e cortesia, di stima e di apertura di credito che mi colpì molto. Era il direttore di un giornale come dovrebbe essere.

Professionalmente le aperture di credito nei miei confronti non sono state molte, sicuramente per il mio carattere non facile, come mi fece notare una volta in Rai Guido Paglia, peraltro noto esperto della materia.

Un altro che andrebbe ricordato meglio non solo in Valle d’Aosta ma per il suo contributo in tante legislature alla Camera e al Senato é stato Cesare Dujani che con Letizia Moratti mi volle alla Sede Rai di Aosta. Già raccontato qui peraltro e non dimenticato come non sarà facile dimenticare Paolo Graldi.

Auguri a tutti per un buon 2024!

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