Per capire Sinner è necessario avere qualche nozione almeno basic sulla gente di montagna. Rigore, fatica, senso del dovere, umiltà, rispetto, sono fra le principali caratteristiche di chi ha veramente tracce di granito nel sangue. Sinner nasce in quel mondo – con venature dolomite nel granito del DNA che accentuano alcune di queste caratteristiche – e lo dimostra.
Combatte fino alla fine e capovolge il risultato. Non molla ma neppure si esalta e forse questo è ancora più forte come segno, visto che è facile abbattersi quando si perde ma è molto, molto difficile non esaltarsi quando le cose vanno bene.
Roccia rossa insomma come quella che vedi al tramonto in quota. Dopo aver vinto manda un messaggio fondamentale a quei genitori che stressano i loro bambini per farli diventare campioni, ammazzando in loro il piacere del gioco in sè stesso e in fondo l’infanzia che è gioco.
Ora il problema italico era diventato se Sinner sarebbe andato o no a Sanremo, vecchia tradizione paracanora che ormai si colloca fra il circo e il villaggio turistico, in entrambi i casi in teoria al top. Conoscendo un po’ l’ambiente, pensavo che era preferibile stesse fra le sue montagne e i suoi campi di allenamento, a seconda se vuole una vacanza o proseguire in un lavoro che è ancora più duro perchè la vittoria è spietata molto più della sconfitta. Lui ha risolto la cosa, evitando inutili polemiche e dichiarando che non sarebbe andato al circo.
La solitudine del guerriero peraltro è antica tradizione di molte civiltà. È condizione necessaria per evitare di diventare ostaggio di folle che non sono popolo e che sono dominate da appetiti più che ambizioni e motivazioni. Bello sentir dire a Sinner che a Monaco può andare al supermercato Ome fosse una persona qualsiasi che poi é quello che lui continua a ritenersi.
Il bisogno di essere vicino al vincente per godere del riflesso della sua luce, senza eccessiva fatica, è antico anch’esso e anche un po’ triste, a pensarci. I selfie con personaggi o presunti tali, per esempio, ormai sono tragica di testimonianza di ricordi casuali e inutili, visto che spesso non dimostrano nulla se non un incontro e la cortesia del fotografato di turno. Quando poi le cose cambiano, le foto finiscono in fondo ai cassetti. Vanitas vanitatis et omnia vanitas, continua a urlare un ebreo furioso, ceronettianamente parlando. Non credo che Sinner lo abbia letto ma gli piacerebbe senz’ altro.
