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Logbook 336 – Buon vento e mare calmo, Giancarlo

Giancarlo Lodigiani amava il mare e le barche che avevano una storia. Da presidente delle Vele d’Epoca, l’associazione prestigiosa delle barche che rappresentano la storia del mare e dell’arte marinaresca, si è impegnato per far comprendere alle istituzioni e ai media che i maestri d’ascia creavano dei veri e propri capolavori di bellezza e funzionalità. Ancora oggi salire su una barca antica che ha la raffinatezza di un violino – nonostante le diverse dimensioni – può far comprendere come la vedeva Giancarlo.

Proprio lo scorso anno, all’assemblea dell’AIVE, questo raffronto fra barche e violini fu un elemento che mi colpì. Eravamo nella sala del Mediterraneo che insieme al dirimpettaio D’Azeglio e al confinate Atlantico erano molto più di un lavoro per lui. il caso poi volle che due  dei tre alberghi che lui seguiva con attenzione e professionalità, avessero il nome di due mari a lui molto cari. In quella sala, furono dette cose molto importanti per comprendere la cultura di Giancarlo Lodigiani e di quelli che avevano fondato l’AIVE, primo fra tutti l’ammiraglio Mario Di Giovanni.

Giancarlo resta dunque anche attraverso le linee che ha tracciato volte a salvaguardare un patrimonio di arte nautica che non può andare disperso. Era infine e soprattutto un gentiluomo, un uomo nobile, nel senso più profondo e più proprio del termine. Sembra retorica ma non saprei proprio come raccontarlo in altro modo a chi – purtroppo per lui – non ha avuto la fortuna di conoscerlo.

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