A quanto pare, cercando su Google la voce Carlo Romeo, compare la biografia del sottoscritto con la foto di un altro Carlo Romeo, storico e docente di Bolzano che pur stimando, non ho il piacere di conoscere. Se però posso condividere il nome e il cognome – sebbene in quanto più anziano, possa vantare dei privilegi in fatto di diritti – certamente non posso condividerne la faccia.
Di tratta certo di qualcosa di divertente e poco meno che irrilevante, ma può porre sicuramente dei dubbi invece irrilevanti non sono, soprattutto di questi tempi. Sono certo che non c’è nessuna malizia né alcun complotto oscuro in un errore del genere però, quando ti capita di trovare la storia di uno con la faccia di un altro, magari puoi anche chiederti se Google che ormai sembra la Bibbia per le nuove generazioni (e non solo per loro) sia poi così sicuro e garantito.
Sarà problema di Intelligenza o di Sciatteria Artificiale e comunque resta sicuramente più grave e molto più divertente che la stessa intelligenza di Google abbia scritto che i nazisti erano neri o di colore, come si diceva un tempo, cosa che avrebbe peraltro reso felice Jesse Owens, ma la credibilità é roba seria. Salta una volta e diventa difficile recuperarla.
