Fra i giornalisti cui viene consegnato in questi giorni il Premiolino c’è anche Mariano Giustino e a noi fa molto piacere. In primo luogo perchè è un riconoscimento a un giornalismo coraggioso e controcorrente che nasce non a caso a Radio Radicale, dove era di casa gente come Antonio Russo o Andrea Tamburi, solo per fare qualche esempio. Poi, a livello personale, perchè c’è un rapporto antico di stima e amicizia reciproca anche se non ci vediamo da una vita. Ma fa piacere soprattutto per la riconoscenza dovuta, nei momenti bui dei giornali, quando capita di ritrovare l’articolo di Mariano che ti racconta come in Iran il popolo non si sia mai arreso al regime, come le balle, che la guerra ibrida fornisce a valanga ogni giorno, possono essere contrastate.
L’ultima volta per me che sono stato grato a Mariano Giustino è stata dopo la morte di Nasrallah, il capo dei macellai di Hezbollah. E’ stato Mariano a raccontare come nelle carceri iraniane e fra le macerie siriane, la gente ha festeggiato. Ha festeggiato nello stesso Libano perchè i regimi non sono popoli. Hamas non è il popolo palestinese che anzi è la sua prima vittima. Queste cose non le racconto per caso perchè Beirut, i campi di Sidone, Tiro, io li ho visti e conosciuti. Il sistema mafioso degli integralisti, usato dal regime iraniano come a Gaza peraltro, ha distrutto il tessuto sociale. Mariano ha dato voce in questi anni a chi era in galera. In Italia “Donna vita e libertà” senza la sua voce e Radio Radicale avrebbe avuto molte più difficoltà a essere conosciuta anche perchè l’Italia resta il secondo partner economico dell’Iran integralista e feroce.
Hamas e viene in mente tutta quella gente che dice “Sì Israele va bene però”. Però esagera, però non si ferma, però però però. Quelli che ragionano con i piedi è meglio evitarli, gli amici che sai che sono in buona fede ma che restano confusi invece vanno supportati e un buon supporto è l’ultimo libro di Pigi Battista. Si intitola “La nuova caccia all’ebreo”. Da regalare oltre che da leggere perchè in tempi dove la verità è inquinata, un libro come quello di Battista è prezioso. La linea di demarcazione, al di là della totale insensatezza di parlare oggi di destra o di sinistra, resta antica e la ha ben definita Piero Calamandrei. I regimi sono la negazione della persona umana, ha scritto e ripetuto. Tra poco sarà il 7 ottobre, una tragedia scatenata come diversivo al fronte russo – ucraino, organizzata dai servizi russi tramite il regime iraniano che controlla Hamas. Forse dare una occhiata alle immagini di quel giorno, può spiegare molte cose.
