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Logbook 417 – Monfalcone e le storie scritte sull’acqua

Qualche settimana fa ricevo da Paolo Polli che ne è il curatore un invito per la XVII Edizione di “Storie scritte sull’acqua”, organizzata dalla Lega Navale di Monfalcone. L’idea è di presentare in una delle serate il mio libro di Mursia che continua a girare fra i lettori di mare, nonostante siano passati diversi anni, il che non può che far piacere. In fondo i propri libri – come dicono a Napoli dei figli – sono piezz’e core e dunque accetto con piacere. Fra l’altro non conosco la Lega Navale di Monfalcone e comincio a vagheggiare un arrivo via mare. Prudenza, organizzazione, flessibilità e soprattutto molta voglia di andare per mare e, per quel che riguarda te, il gioco è fatto. Poi, visto che sopra ogni cosa comandano il meteo e gli dei del mare, si aspetta fiduciosi. C’è subito un bivio. Se si va da soli, occorre spezzare in due la tratta per fermarsi a dormire qualche ora, mentre se si è almeno in due si fanno i turno di guardia la notte e allora tutta una tirata è possibile. Gianluigi vive a Città di Castello e per mare non è andato molto anche se ha preso la patente nautica entro. Ci prendiamo un caffè a Perugia e gli propongo di fare equipaggio. Prima reazione, la solita. Mi piacerebbe ma non sono esperto e allora devi spiegare che di esperti in barca non ce ne sono. Pochi possono dare del tu al mare e quei pochi non glielo danno, dicono non a caso i marinai bretoni che di mare ne sanno. Gli dico che serve solo un buon paio di occhi e un senso di responsabilità assolutamente normale. Se vedi qualcosa di strano mi svegli, gli dico. 

In sintesi partiamo nel pomeriggio, navighiamo tutta la notte con un mare che si alza ma poco nell’ora dei lupi, come chiamano le quattro del mattino su al nord, e arriviamo verso le otto con una giornata di sole spettacolare nel Golfo di Trieste, in anticipo sull’orario previsto. Siamo andati parecchio veloci anche se hanno lavorato più di tutti il pilota automatico e lo Yanmar 3YM30ae che ronfa come un gatto. Teniamo solo la randa che porta un po’ ma per andare a vela serve tempo e di notte se non si è più che in sicurezza meglio non rischiare.

il Golfo è uno spettacolo e l’ingresso a Monfalcone è complesso ma bellissimo. Ormeggiamo con una corrente di prua fastidiosa ma basta rifare la manovra da capo e tutto si risolve. Dalla banchina prendono le cime e poi caffè e doccia bollente. Il freddo per mare di notte è parecchio quindi per fare la doccia levi nell’ordine la calzamaglia termica, i pantaloni di pile, i pantaloni impermeabili, il golf di lana, il gansey, il sotto collo, i guanti e i due cappelli di lana uno sopra l’altro, new entry notturna per ripararsi dal vento in faccia. Ovviamente cerata GILL, calzettoni pesanti e stivali. Insomma, scendere così dalla barca somiglia a un trasloco e non è che si sia elegantissimi ma funziona e quindi bene così.

La presentazione è nel pomeriggio e dopo l’introduzione di Paolo Polli, interviene il presidente della LN di Monfalcone Fulvio Nordio. È attento e presente, molto incuriosito da un libro particolare, cento storie diverse di mare, alcune brevi, altre lunghe, insomma da parlare c’è. E c’è anche il pubblico che segue attento e si diverte quando sente parlare di mare e di personaggi che mi è capitato di conoscere.

Vedo con piacere Andrea Bitetto che è arrivato da Trieste per amicizia ma che comunque vedo interessato e divertito. Lui e Gianluigi sono la dimostrazione che nonostante tutto – e il tutto è veramente tanto – una libera traversata di Twitter è possibile incontrando gente in gamba che altrimenti non conosceresti. Finito tutto ripartono mentre io ceno alla Lega con Paolo e il presidente nel ristorante e i ristoranti della Lega, che sono per i soci, hanno tutti la stessa atmosfera di mare, di amicizia e di qualità del cibo perchè i marinai, come i soldati, sul cibo non transigono. Torno a bordo che non sono neppure le undici e mi faccio una dormita eccezionale. 

Il giorno dopo, caffè, brioche, taxi e treno. La barca tornerò a prenderla fra qualche giorno.

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