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Logbook 424 – Fra Firenze e Venezia

Settimana che corre da Firenze a Monfalcone a Venezia in neppure quarantotto ore. A Firenze la ANCFARGL organizza un convegno sul 1944. Sigla impronunciabile, ai limiti del borborigmo, è lo spietato acrostico di una organizzazione altamente meritoria cioè l’Associazione nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate. E’ memoria di dignità, coraggio e orgoglio che ha peraltro consentito all’Italia di recuperare credibilità presso gli Alleati e di sedersi al tavolo della pace con condizioni meno spietate di quelle che riservate ai tedeschi. 

Parliamo del 1944 e a me gli organizzatori chiedono di parlare di Via Rasella e delle Fosse Ardeatine, anche in previsione del mio libro, la cui uscita è prevista per il 14 marzo del prossimo anno. La sala è affollata e i temi legati a un anno cruciale come il 1944 sono storia di popolo e storie di uomini e di donne.

Al termine della mattinata treno per Monfalcone dove mi aspetta Andrea Bitetto, anima liberale e avvocato triestino dei più quotati. Facciamo un salto alla Lega Navale, recupero dalla barca le taniche poi carburante e infine cena spettacolare ai Campi di Marcello dove antipasti e risotto di mare sono capolavori. Rientro a bordo e notte di sonno poi la mattina un caffè e alla via verso Venezia dove arrivo alla Certosa che il sole sta calando. E’ stata una corsa per non arrivare con il buio, visto che conosco poco l’ormeggio, e proprio al momento dell’ingresso al Lido il sole si abbassa. Le cime e i parabordi sono già pronti perchè il segreto, quando si naviga da soli, è anticipare il più possibile-

Arrivo all’ormeggio, sistemo la barca poi, a Sant’Elena, un paio di panini e una birra al Vincent, un piccolo bar veneziano  rigorosamente per veneziani, qualche chiacchiera e poi a dormire. La Certosa è un’isola magica come tutta Venezia a dicembre è magica. C’è sole ma, appena cala, arriva il freddo e si conferma la vecchia teoria che non esiste il cattivo tempo ma gli indumenti sbagliati. La termica aiuta molto ma non basta senza gansey e altre imbottiture varie.

Il giorno dopo, Venezia al sole poi treno per Ferrara, cambio a Ravenna e infine Rimini. Il Ferian resta per qualche tempo a Venezia che è il luogo dell’anima per ogni barca.

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