L’Europa va alla rovina non per pazzia ma per seguir la sua prudente, saggia, borghese ragione. Che poi questo sarebbe Nietzsche, citato da Curzio Malaparte. Nulla di nuovo.
Cambiato qualcosa, dopo tutti questi anni? Non sembrerebbe se non che gli Usa di Trump sono un punto interrogativo, l’Onu nel migliore dei casi un ente inutile, l’UE è infiltrata di ragnatele gestite dal KGB che la considera spazio a sua disposizione, dagli omicidi ai taroccamenti elettorali. Che il Drago cinese si è risvegliato e corre per la campagna. Che l’Islam illuminato fatica a difendere il vero Corano dalle strumentalizzazioni integraliste. E noi? L’Italia, maestra di equilibrismi, acrobazie e trasformismi politici, avendo avuto secoli di ottimo allenamento in materia, fra invasori e occupanti, può insegnare molto ma è difficile pensare che sia il momento degli equilibrismi con dittatori macellai che deridono la cultura democratica come bandiera dei deboli. Neppure l’Ucraina che regge da sola la guerra in Europa con i suoi morti, i suoi bambini rapiti e deportati, con i suoi tre anni di lotta e di popolo, riesce a testimoniare a chi la abbraccia che non di abbracci ha bisogno, anche perchè sono abbracci che rischiano di fatto di impedirne i movimenti.
Il coraggio, peraltro, è caratteristica di popolo, ma siamo certi che noi italiani, fuori dallo sport – e, anche lì, solo quando vinciamo – siamo popolo, siamo capaci di unità? La lezione che arriva purtroppo è un’altra ed è legata al motto che, secondo Longanesi, avrebbe dovuto decorare la bandiera nazionale. Tengo famiglia.
ps. Quando, a proposito di italiani, proprio a Malaparte, chiesero nel dopoguerra cosa pensasse di Mussolini, rispose: “Penso che è morto”.
