Venerdì all’Auditorium dedicato a Ennio Morricone, parlando del Muro che ormai naviga da solo e per conto suo. Ne ha parlato Adriana Cordero Lanza di Montezemolo, la lettrice che sentivo più determinante per capire se il libro funzionava. Novantaquattro anni e un rigore intellettuale oggi così raro, la scelta delle parole, l’attenzione e il rispetto, le sue lezioni che restano. Poi Francesco Albertelli che ha un ruolo istituzionale come presidente dell’ANFIM ma è anche il nipote del Professore e questo non lo dimentica mai.
E poi, prima Paolo Mieli, con una bellissima lezione sui tempi della Storia e su un libro che lui definisce doppio. Un romanzo che scorre e un testo sottotraccia che traspare e che richiederà tempi diversi per una lettura adeguata. Gianni Letta racconta concorda sul doppio libro ma si sofferma di più su uno dei centri fondamentali del libro, la sua scrittura e quello che c’è a monte. Giovanna Reanda svela forse un terzo libro, molto più marginale rispetto agli altri due, ma che finisce anche lui nel dare un piccolo contributo a una serata bella e piena di amicizia e intelligenza. Non è poco.
Il libro ormai non appartiene più a chi lo ha scritto ma ai suoi lettori. Buon vento e mare calmo al Muro, dunque.
