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Logbook 443 – Detto fra noi

Luca Buelli, già protagonista di queste note, è attento e profondo conoscitore di un contesto che una volta si chiamava cultura. Uno dei primi e più emblematici prodotti del DAMS negli anni 70, si è fermato a Bologna che ormai gli si è avvolta intorno come un vecchio golf di lana.

Della sua passione per il cibo, dunque, ne abbiamo già parlato così come abbiamo già parlato qui anche del suo aver scelto di fare il produttore televisivo di qualità e di farlo da decenni con rigorosa onestà (un produttore televisivo o cinematografico onesto,  nonostante quel che si pensa in giro, non è un ossimoro). Non è mai venuto però fuori il suo essere un profondo e esperto lettore onnivoro ma intransigente sulla qualità. E’ anche un critico spietato sia che si tratti di un piatto, di una sequenaìza di un film o di un passo venuto male di un autore. Simenoniano militante e integralista, riconosce un buon libro come riconosce un buon sugo, A naso.

Il tutto per dire che ieri mi ha chiamato profondamente incazzato perchè sostiene che io non uso i cognomi e che quindi taglio fuori i lettori. Arianna? Ma chi è Arianna? Andreina? Eccetera, il tutto riferendosi alle righe di ieri e non solo a quelle. Hai questo maldedetto vizio, mi dice, di fare sentire chi legge tagliato fuori. Gli rispondo che per me il logbook è una lettera a amici con cui ci conosciamo e questo modo di riferirmi mi viene naturale. 

A parte poi che nel testo spiego chiaramente chi è Arianna e su Andreina – siccome mi ero ripromesso di non usare in questa circostanza un cognome preciso – ero rimasto sul vago. A parte poi che una delle tre foto di Andrea (Cavalieri, straordinario fotografo, per mestiere avvocato e per vocazione polemista idrofobo), essendo un primo piano, chiarisce chiaramente l’identità del coautore di Andreina. 

Insomma, l’idea che ho io del Ferian è di una cosa fra amici. Con Michele (Valente, Scienza delle Comunicazioni, anima sabauda, flessibilità paterna quindi vicinissima allo zero, Lega Navale a tutto campo, adb del Presidente, ecc.) lo abbiamo ormai avviato tre anni fa – credo – e lla ragione era proprio quella di fermare delle idee da condividere con una ristretta cerchia di amici. Vero è che nel momento in cui una roba del genere finisce sui social, si avvia verso il mare aperto e allora il discorso di Luca potrebbe starci.

Non lo convinco ma si è letto il Muro in ventiquattro ore (cosa non consueta per uno come lui che ha sempre cose da fare).. Me ne parla a lungo e mi fa molto piacere perchè appunto se hai un lettore come Luca non hai bisogno di un nemico. Il Muro gli è piaciuto molto. In sintesi ma motiva bene le sue impressioni e i suoi giudizi. Ovviamente la critica arriva regolare sul fatto del perchè ho cominciato a scrivere roba così troppo tardi. A me fa piacere pure questo nonostante lui lo dica incazzato.

Ps. Buelli è uno dei pochissimi individui che non esiste sul web. Una sua foto è introvabile. Non ha un volto nella rete. Quindi la foto non lo rappresenta ma può identificarlo.

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