Trump e il suo molto improbabile Ministro della Difesa radunano tutti i generali a Quantico. L’esordio di Trump in aula è magistrale per bullismo e per la riconfermata totale assenza non solo di cultura del rispetto ma anche della buona educazione. Il soggettone comunica infatti a tutti i generali presenti, all’inizio della riunione, che chi non è d’accordo con lui può alzarsi e andarsene, fottendosi ovviamente la carriera (e lui lo ribadisce pure nel caso non fosse chiaro).
Fosse un film, qualche generale magari con la faccia di Paul Newman strizzerebbe l’occhio ai colleghi, si alzerebbe in piedi con un gran sorriso newmaniano, saluterebbe sull’attenti la bandiera e uscirebbe, forse da solo ma poco importa. Il fatto è che non è un film e tutti sono rimasti seduti a ascoltare la retorica dominante. Vedremo nel tempo.
Su quel che ha detto invece il Ministro della Difesa americano veramente poco resta, a leggere i giornali. Strilla fra l’altro che non vuole vedere generali grassi e con la barba e questa sembra l’unica cosa rilevante del suo intervento. Rilevante e non del tutto comprensibile, visto che per esempio e personalmente ho presenti almeno tre ottimi Capi della Marina Italiana e uno dell’Esercito, dotati di barba. Ma questo c’è sui giornali dell’intervento del tizio che ha la responsabilità della Difesa americana, a proposito della soglia del ridicolo.
Ma quale è l’America oggi? Questa appena raccontata o quella di un americano che vive a Roma e che parla poco, che pesa e pensa tutto quel che dice, che sorride quasi imbarazzato ma che dimostra un rigore gentile che risalta come oro rispetto alle urla isteriche e ondivaghe del Presidente americano che sembra andare contemporaneamente in tutte le direzioni.
Dovrei chiedere a Anna Guaita che stimo e cui voglio bene da una vita se può dipendere dall’aria o dall’acqua di Chicago rispetto a quella di NY questa differenza totale fra un Presidente bimbominkia e un Papa sempre più alternativo ai tempi che dominano. Sarà questo.