Calypso – ninfa intrigante per chi naviga o cerca di farlo – è sempre lì con le sue arti fra casualità e seduzione. La sua isola è marginale dove sia, anche se la tesi maltese ha le sue ragioni.
La mia Ogigia in questi giorni invece è su un mare frequentato dal compagno di banco dantesco di Ulisse, l’eroe amico Diomede, anche lui in attesa di un Nolan che non resterebbe deluso dalla sua storia. Tempi di scoperte e Diomede è il “leone implacabiile”, l’unico che ferisce in combattimento la Dea dell’amore e quello della guerra, scusate se è poco.
Insomma e in sintesi (anche se una volta tanto il tempo non manca) sono bloccato in un porto adriatico in attesa, fermo, oziando fra un caffè, un libro e sonno come da tempo non mi capitava. Calypso in questo caso è olandese, famosa per chi va per mare e di fama meritata. Le sue grazie sono note e apprezzate da molti e aumentano la sua serietà, contraddicendo certe tradizioni.
In sintesi, sono bloccato in porto perché le batterie dei servizi hanno collassato – ovviamente in estate – e devono arrivare le nuove Vetus agm al cantiere che poi in poco tempo le monterà. Facciamo dunque voti alla ninfa olandese, dea protettrice delle batterie di bordo e non solo. Offriremo anche un sacrificio – come sarebbe doveroso in questi casi – ma sgozzare una pecora o un bue in banchina non credo che verrebbe ben compreso in tempi difficili come questi, anche se Omero, duro compagno di infanzia e adolescenza, sembra di questi tempi curiosamente andare di moda.
Il mare oggi ovviamente è perfetto per navigare. Bellissimo, come sempre quando sei bloccato all’ormeggio oppure se in montagna lo sei altrettanto in albergo o in rascard. Regola ferrea che non si smentisce mai.
