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Burrasche. Diario di bordo 2022

Dal 9 gennaio 𝐁𝐮𝐫𝐫𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞. 𝐃𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐨𝐫𝐝𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟐 sarà disponibile nelle librerie e negli store online.

“Il 2022 merita un diario come quello di Carlo Romeo. È un anno apparentemente di passaggio, quello da una pandemia a una guerra, ma così decisivo che rimarrà sicuramente nella storia di questo secolo.” Paolo Mieli

In queste pagine, le onde del mare si accavallano a quelle dei giornali quotidiani in un intreccio tra presente e passato.

Il libro è già prenotabile in libreria e online. Scopri di più sul sito di Edizioni Efesto: https://www.edizioniefesto.it/collane/theoretika/594-burrasche-diario-di-bordo-2022

Logbook 222 – Il Mediterraneo dal punto di vista di Greenpeace

Nuova conversazione sul Mediterraneo su Radio Radicale. Con Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia, parliamo dei principali fattori che impattano sulla salute del nostro ecosistema marino e dell’attenzione per la questione ambientale. Buon ascolto.

https://www.radioradicale.it/scheda/688918/il-mediterraneo-dal-punto-di-vista-di-greenpeace-intervista-a-alessandro-gianni

Logbook 221 – Il potere, magari

Non riesco proprio a capire. Tutta una vita completamente dedicata a diventare ciò che si è, a prezzi immagino molto cari e poi a sessant’anni vivi in un piccolo appartamento squallido, giri con la Giulietta, vai al supermercato e ti compri due hamburger e il dixan. Il top è rappresentato da un magnete un po’ cafone che richiama al padre di quel Michael Corleone che forse è stato il vero modello di una vita e di una carriera. Oppure il poster del Joker, come un qualsiasi sedicenne brufoloso e insicuro.

Cos’è dunque il potere? Soldi, certo ma per farne che? Immagine, certo ma se non ti riconosce neanche tua madre? Viene in mente un altro potente, anche se di natura e origini diverse ma siculo anche lui. Era un individuo che dalla sua piazzetta milanese che poi gli è stata dedicata, poteva decidere della vita e della morte non di individui ma di aziende. Non aveva neanche una Panda intestata a lui. Nulla di proprietà come un senzatetto della Stazione Termini, praticamente.

Insomma a che serve il potere per cui si dannerebbe l’anima buona parte del pianeta? A vivere come un normale mortale mentre magari la notte le facce delle persone che hai ucciso o hai fatto uccidere ti tornano in mente? Forse, in realtà, non è vero che il potere logora solo chi non ce l’ha, con buona pace di Giulio Andreotti e delle legioni che hanno ripetuto questa sua frase fino alla nausea.

Forse invece il potere logora proprio solo chi lo ha, poco importa la misura. Chi non lo ha vive sereno, magari senza la Giulietta – che fa impallidire come status symbol arcaico le Rolls di Ronaldo – magari senza il codazzo di troie con pullman o meno, altro status symbol di una cultura rovesciata.

Vivere liberi, senza rincorrere modelli altri da quel che siamo, magari inseguendo chirurghi che eliminino parti di noi che non piacciono a noi perchè non piacciono agli altri.

Insomma ci sono persone con patrimoni incredibili che potrebbero vivere in una della diecimila bellissime case che hanno, facendo finalmente quello che vogliono invece di rincorrere sondaggi taroccati, penosi record tiktokeschi, magari lasciando un ricordo ai nipoti che non sia soltanto di roba e di maschere. 

Ci sono persone che potrebbero chiamarsi fuori dal Grande Circo e invece sono lì, sempre in pista, vivendo inesorabilmente una vita di merda sia pure scintillante. 

Vado di corsa a riprendere Orazio che è sempre a portata di mano. Ne avverto un forte improvviso bisogno. Est modus in rebus, per esempio, sunt certi denique fines quos ultra citaque nequit consistere rectum.

Logbook 220 – Cialtroni

C’è una categoria di persone che – ahimè – mi ha accompagnato lungo tutta una vita e che forse è ingiusto definire “democristiana” perchè è rappresentativa di tante altre parti in commedia. Diciamo però che lo spirito di una certa Dc – dove tutto era in vendita – è quello che la ha rappresentata meglio. La maschera cinematografica, per capirsi, potrebbe essere quella di un Alberto Sordi o di una Paolo Villaggio.

Vediamo come si riconosce il soggetto, a volte – in casi particolarmente conclamati – il soggettone. In primo luogo, deve avere o millantare un qualche piccolo potere che peraltro è incapace di gestire e che ha ottenuto per incomprensibili ragioni di casta o di fortuna. Meglio poi se fosse presente anche qualche lieve problema di natura psichiatrica che lo porti a indossare una grandeur oggettivamente ridicola, almeno per quelli che hanno il coraggio di guardare le cose come sono. Di solito maneggia risorse di qualche natura e dimensione, promettendo a destra e a manca, in modo da pensare così di acquistare così consenso e alleanze. Questa gente però ignora la grande regola incisa nel bronzo ossia che quelli che riesci in qualche modo a comprarti, sono poi i primi a venderti, non appena si presenta l’occasione.

Il millantato credito è per questa gente la sua arma migliore (accoppiata spesso con un filo di accattonaggio molesto nei confronti del potere vero), cercando di acquisire negli altri improbabile credibilità nonchè un qualche obbligo di riconoscenza, sempre a spese altrui. Operano spesso, infatti, vendendo diritti acquisiti come generose disponibilità, Di gente così ne ho vista davvero troppa in vita mia e francamente non mi ha mai entusiasmato, spesso anzi mi ha nauseato profondamente. Gentuccia che peraltro alla prima sberla si liquefà, campioni semmai del veleno o della pugnalata ovviamente alle spalle, quanto meno per quei poveri cristi che abbiano la dabbenaggine di bere con loro o di dare loro le spalle.

Visti tanti  insomma di questo genere di soggetti, sempre a caccia di ringraziamenti pelosi e sempre pronti a far cadere le cose dall’alto. Forse è per quello, a pensarci, che quando mi è capitato di decidere di dare una gratifica o una promozione, ho sempre cercato di fare in modo che la relativa consegna fosse effettuata dal suo diretto responsabile di struttura. I provvedimenti disciplinari invece, quando è stato necessario darli, li ho sempre dati di persona. 

La politica delle promesse, del ti – faccio -avere oppure ci – penso -io, ha rovinato questo Paese. Le campagne elettorali sono sempre state una tristissima fiera di promesse ridicole, tanto poi ovviamente una scusa per non mantenerle la si trova sempre. Colpa del destino cinico e baro, di direttori o di presidenti brutti e cattivi, del momento che adesso purtroppo non si può ma stai tranquillo, ghe pensi mì. Eccetera eccetera perchè una scusa c’è sempre e se non c’è si inventa. 

Ne ho visti tanti ma la cosa che mi ha sempre colpito è come tante persone in gamba abbocchino sempre a questa categoria di soggetti, la cui definizione tecnica é “cialtroni.”

Logbook 219 – Sentieri di musica

Luigi da piccolo aveva un sassofono giocattolo con cui si divertiva molto. Per lui l’udito e conseguentemente la musica sono stati da sempre la prima fonte di divertimento, di conoscenza, di comunicazione. Insomma l’ascolto è il suo senso primario, con subito dopo il tatto e infine, a una certa distanza, la vista. Così la musica fra carillon dalle forme e dai suoni più svariati, registratori a cassetta. Poi arrivarono gli iPod. Il primo, regalatogli da Maria Grazia che lo conosce da quando è nato, mi lasciò spiazzato con le solite paranoie paterne mentre invece aveva ragione lei perchè Luigi lo usò subito benissimo. E ancora gli iPad, il pc e il web, ecc. insomma la musica ha sempre fatto parte integrante della sua vita quotidiana.

A Roma aveva imparato a usare la voce come strumento con Fabio Buccioli, un talento musicale formativo che opera su territori ancora sconosciuti, quale è ancora quello del rapporto fra musica e diverse abilità. Luigi si divertiva molto. Poi, lasciata una Roma per lui e non solo per lui ormai invivibile, sono arrivate le esperienze di RadioTutti a San Marino Rtv e di RadioWeb a Akkanto, il centro per le autonomie fondato da Andrea Canevaro a Santarcangelo di Romagna. I loro programmi sono ormai da anni sul web e meritano veramente un ascolto attento.

Insomma, a Natale, forse grazie fra l’altro anche a una istigazione inconscia (cui sono grato  anche per il susseguente conforto) di un amico che non ho mai visto, Alberto Vanzo, gli regaliamo una tromba. Roba seria quanto basta (con una splendida valigia rossa) che gli è stata subito sottratta di mano perchè l’idea era di trovare un maestro che gli potesse dare prima una impostazione di massima. 

Così, grazie all’Istituto Musicale Sammarinese – una delle migliori istituzioni del settore che abbia mai visto, nella mia lunga vita – finalmente in settimana lui comincerà le lezioni con un insegnante molto attento e disponibile, concentrato su una sfida nuova anche per lui. Lo ho incontrato per un caffè e mi sono reso conto che la musica è veramente qualcosa di unico e di universale per chi ci vive dentro. Ci siamo subito trovati d’accordo su una cosa. Il target unico è che Luigi si diverta, che impari un metodo – cosa mai facile – che lo possa divertire e che gli consenta di amare la musica ancora di più. Niente di più, niente di meno.

La musica in fondo a me fa pensare al mare, dove le disabilità non esistono perchè le hanno tutti, nessuno escluso. Non a caso una volta, da bambino in uno storico albergo in cima al Grande, dopo avere fissato a lungo le fiamme a vista nella stufa del salotto, Luigi mi comunicò serio che il fuoco è come la musica. Rimasi spiazzato ma a ben vedere, c’è una logica in questo, perché il gioco armonico delle fiamme, per chi non ci sente, potrebbe essere una ottima rappresentazione visiva della armonia musicale. Non so, ma potrebbe.

Tornando al mare e alle disabilità, Agostino Straulino per esempio non aveva una vista d’aquila per ragioni di servizio – una mina esplosa in faccia mentre la disinnescava sottacqua – ma il vento lo sentiva, diceva lui, con il naso. Sempre sul tema e sempre per esempio, un tizio di nome Mozart era sicuramente una persona con disabilità sociali e probabilmente psichiatriche. Che senso ha, insomma, parlare di disabili, disabilità e tutte queste minchiate – come le definirebbe Andrea Camilleri – quando si ascolta per esempio Michel Petrucciani?

Logbook 218 – Burrasche. Diario di bordo 2022 su Radio Radicale

Per Radio Radicale mi intervista su Burrasche Ada che ormai da tempo immemorabile è il caporedattore. Sempre scherzato con lei – lavoravamo insieme in tv – chiamandola maresciallo perchè l’Arma si è persa, perdendola, una risorsa preziosa.

Non esattamente flessibile – marito e due figli possono attestarlo con estremo vigore – rigorosa, ottima playmaker di un palinsesto complesso e atipico come quello di RR, altrettanto ottima conoscitrice della letteratura slava, è anche persona che non riesce a parlare di un libro se non lo ha letto. Questo può sembrare normale ma ahimè non lo è.

Mi chiama via Skype e si va a cominciare.

L’intervista completa è disponibile qui: https://www.radioradicale.it/scheda/688464/intervista-a-carlo-romeo-sul-suo-libro-burrasche-diario-di-bordo-2022