Logbook 247 – La grande battaglia

Carlo M. Cipolla è un nome che pesa per chi è inciampato anche casualmente in qualche libro di storia – qualche libro serio di storia – del secolo scorso. Economista, medievista e tanto altro ha insegnato nelle più prestigiose università. Torna alla memoria però di questi tempi per un suo libretto, scritto per sofferto divertimento e diffuso in un primo tempo solo fra gli amici ma oggi quanto mai attuale.

Il titolo è “Allegro ma non troppo”, roba degli anni ‘80 pronta a testimoniare che le cose cambiano molto relativamente. Un esempio? “In tutte le forme di migrazione umana, vi sono forze di attrazione e di spinta”, scrive Cipolla. Abbastanza semplice ma non così comprensibile oggi per tutti, sembrerebbe, trattandosi di forze necessarie a creare il fenomeno delle migrazioni. Un regime feroce per esempio è la forza di spinta, una realtà migliore o presunta tale è invece la forza di attrazione. Mica complicato, appunto, però non tutti sembrano arrivarci.

Quando si parla poi di stupidità, Carlo M. Cipolla si scatena, identificando tre Leggi Fondamentali che forse vale la pena riportare. 

Prima Legge Fondamentale: “Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione”.

Seconda L.F.: “La probabilità che una persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona”.

Terza L.F.: “Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per se o addirittura subendo una perdita”.

Ma su questo sanguinosissimo campo di battaglia c’è anche una agguerrita coppia di armigeri che combattono appaiati come i moschettieri o la legione tebana – con altre consistenti differenze peraltro da quest’ultima – ovvero Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Trovo Pigi Battista che ne parla magistralmente, quando affronta “La prevalenza del cretino”.

“Quando scrissero La prevalenza del cretino, Fruttero & Lucentini non conoscevano l’epopea del social network. L’avessero conosciuta, non avrebbero parlato più di “prevalenza”, ma di “dittatura universale”. Scrivevano: «Una società che egli si compiace di chiamare “molto complessa” gli ha aperto infiniti interstizi, crepe, fessure orizzontali e verticali, a destra come a sinistra, gli ha procurato innumeri poltrone, sgabelli, telefoni, gli ha messo a disposizione clamorose tribune, inaudite moltitudini di seguaci e molto denaro. Gli ha insomma moltiplicato prodigiosamente le occasioni per agire, intervenire, parlare, esprimersi, manifestarsi, in una parola (a lui cara) per “realizzarsi”». Avevano in mente la televisione, i giornali, le radio. Non potevano pensare che, tra le “innumeri poltrone” e gli “infiniti interstizi”, il “cretino” avrebbe avuto a disposizione i vertiginosamente vasti spazi della “blogosfera”. Fine della citazione di Pier Luigi Battista. Non tutto certo è così nella blogosfera ma risulta difficile dargli completamente torto. Sia come sia però – e in questo per una volta non sono d’accordo con lui – la battaglia è ancora aperta, anche se durissima. Non prevalebunt.

Logbook 246 – Those are pearls that were his eyes

Proprio non riesco a scrivere della morte per acqua. 

So che è un limite ma mi rendo conto che il silenzio alla fine è l’unico modo con cui seguire chi il mare si prende.

Riprendo The Waste Land e rileggo Fleba il Fenicio, morto da quindici giorni, forgot the cry of gulls, and the deep sea swell.

Riprendo il VII Libro dell’Antologia Palatina, il libro degli epitaffi e tanti sono quelli di chi è morto per mare. Donne, bambini, marinai, sconosciuti dove la spontanea pietà di chi li ha raccolti e accolti diventa l’unico linguaggio concesso.

È tutto già scritto, secoli e secoli fa.

“Burrasche. Diario di bordo 2022” ad Aosta e Torino

Cari lettori, se siete dalle parti di Aosta o di Torino vi invito a partecipare alle presentazioni del mio nuovo libro Burrasche. Diario di bordo 2022. Venerdì 17 marzo, dalle ore 18.00, sarò alla Libreria Briviodue di Aosta e sabato 18 marzo, dalle ore 12.00, alla Libreria internazionale Luxemburg di Torino, una delle più suggestive al mondo.

Vi aspetto, Carlo

Logbook 245 – Il Mediterraneo dal punto di vista della sicurezza in mare

Nuova conversazione sul Mediterraneo in onda su Radio Radicale. Con l’ammiraglio Vittorio Alessandro, già portavoce della Guardia Costiera, partiamo dalla recente tragedia di Cutro per riflettere sulla gestione dell’emergenza migratoria a largo delle coste italiane e sulla sicurezza in mare. Buon ascolto. 

https://www.radioradicale.it/scheda/692622/il-mediterraneo-dal-punto-di-vista-della-sicurezza-in-mare-intervista-allammiraglio

Logbook 244 – Il cerchio

Nel cercare ieri qualcosa qualcosa su Nino Manfredi, mi ritrovo su un film che visto oggi – la visione è libera su YouTube – lascia perplessi. Il miglior Gigi Magni e un cast eccezionale danno vita a una storia di regimi e rivoluzioni nella Roma papalina. Sono le ultime due esecuzioni del Papa Re, quelle dei due carbonari Targhini e Montanari, condannati a morte per il tentato omicidio di una spia, entrambi di origini cesenate. Leonida Montanari era medico condotto a Rocca di Papa e fu una delle figure di primo piano della massoneria romana.

La storia è bella e raccontata con maestria. Passione politica, amore per un popolo molto spesso vile, il regime impersonato magistralmente da un Ugo Tognazzi cardinalizio e un Enrico Maria Salerno, capo dei carabinieri papalini, insomma c’è tutto e vale la pena rivederlo. 

Solo che me lo rivedo con ancora negli occhi, vista pochi minuti prima, la ormai famosissima donna che sventola la bandiera europea – protagonista grazie a Dio dei giornali e delle tv – mentre gli idranti tentano di spazzarla via. La sua gente allora fa catena, la abbraccia e si abbracciano così gli idranti non ce la fanno a disperdere un nucleo di decine di persone. La vecchia storia delle dita che diventano pugno e dell’unione che diventa forza. 

Giustamente peraltro Mattia Feltri ricorda sulla Stampa un nome che personalmente avevo rimosso e mi dispiace parecchio. Mikheil Saakashvili è un po’ il Naval’nyj georgiano mentre la Georgia è già stata Ucraina a suo tempo, solo in quel caso sotto gli occhi  dell’indifferenza occidentale. Morirà in carcere? Forse. Verrà ucciso come Targhini e Montanari senza neppure la spietata pietà di una rapida ghigliottina? 

Non ho molte certezze nella mia vita ma una mi accompagna da sempre. Alla lunga io credo infatti che il male, il male vero, non può vincere. Non lo può fare scientificamente, verrebbe da dire. Costa, è costato e costerà sacrifici e morti e sangue e dolore ma alla fine un mostro che si nutre del suo popolo, alla fine è necessariamente destinato a soccombere e, nonostante il tanfo della propaganda televisiva di quatto pupazzi prezzolati, in fondo è solo questione di tempo mentre la Storia a suo modo si ripete sempre in un cerchio infinito, dove si contrastano eternamente gli Jekyll e gli Hyde che altro non siamo.