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Logbook 24 – Il mare d’inverno, in cappotto di cammello

Sembrerà stupido ma con il mare d’inverno Rimini migliora molto. Capita in moltissimi posti di mare peraltro che l’inverno affascini chi naviga e a Rimini questo è ancora più evidente. Importa poco se ci sia il sole o la nebbia (anche se con il sole ovviamente è molto meglio) ma il fatto è che la darsena, il canale, le spiagge con le dune mentre in lontananza, quando il vento pulisce l’orizzonte, si intravedono le piattaforme al largo. Certo, intorno a Rimini c’è poco. Bisogna andare in Croazia – certamente – oppure scendere giù lungo le coste marchigiane, abruzzesi e poi quelle pugliesi che sono come noto un sogno. Ben vero che ci sono il Conero e il Gargano come è vero che a Nord una delle emozioni più grandi resta quella di entrare dal Lido di Venezia o a Trieste con la propria barca e magari di notte.

Certo il Tirreno, per chi c’è abituato, ha altro fascino, altri colori. D’altronde la profondità scende subito e cambia il colore di un mare sotto il quale il fondo é a 1000 metri o magari a 3.000. Comunque navigare a Rimini d’inverno può essere realmente magico. Ne sa qualcosa un grande artista come Valerio Zurlini che in uno dei suoi più acclamati capolavori avvia il racconto proprio da lì.

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