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Logbook 303 – Opinioni

Fine anno e i giornali hanno il fiato corto. In redazione si è in pochi e quindi si lascia volentieri spazio agli opinionisti, il che in fondo non è male, quando esprimono intelligenza e non propaganda.

Oggi in rassegna stampa mancava Giuliano Ferrara e, nonostante ogni volta sia una prova polmonare impegnativa, il suo contributo ci sta sempre. Il Foglio ha costruito la sua identità proprio sulle opinioni e sulla qualità della scrittura. Cerasa, Caruso, Crippa, Merlo Minor, Flammini, Vitiello, per citarne solo alcuni, sono firme che si leggono sempre con piacevole attenzione.

Poi ci sono i senatori. Paolo Mieli prima di tutti. Voglio molto bene a Paolo e so che sono ricambiato. Avere un amico che mette a disposizione di Montanelli la sua direzione del Corriere é memorabile e onorevole. Mai sottovalutare poi alti esponenti del senato accademico per Panebianco e Galli della Loggia, professori dentro. Merlo Senior e Folli su Repubblica, Feltri jr ma anche suo padre, Mascheroni, Gramellini che tutti noi vorremmo come nonna, Zafesova e insomma la lista sarebbe lunga.

Gli opinionisti insomma servono come il pane in un periodo complesso come questo. Le informazioni, le notizie, certo sono importanti ma non bastano. Demetrio Volcic che conosceva bene la Mosca sovietica e poi quella della Glasnost, diceva che, nella Mosca sovietica, i giornalisti occidentali capivano tutto e non sapevano nulla mentre in quella della Glasnost, della trasparenza, sapevano tutto e non capivano nulla. Il ruolo degli opinionisti é tutto qui.

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