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Logbook 321 – Free Gaza from Hamas

La faccia è aperta e sorride mentre mostra alla folla di odiatori un cartello piccolo, semplice, scritto a mano. È un cartello però che è la chiave di tutto perchè grida che il regime che opprime il popolo palestinese è quello di Hamas. Hamas che si fa scudo con i civili. Hamas che investe in armi e tunnel invece di migliorare le condizioni della popolazione. Hamas che fa da manovalanza al regime di Teheran e di conseguenza a quello russo. Hamas i cui capi vivono all’estero, peraltro con la cassa ben piena.

Il gioco dei dittatori è feroce e per le democrazie confrontarsi con chi usa la forza, con chi capisce solo la forza, non è mai semplice. Lo spartiacque è la negazione della persona umana che i regimi praticano e rivendicano mentre le democrazie cercano in qualche modo di rispettarlo.

Il messaggio di quel giovane alla finestra è la chiave. Free Iran from ayatollah. Free Afghanistan from taliban. Free Russia from Putin and KGB. Libertà per i popoli dalle dittature che li opprimono. Perchè i popoli sono i primi a soffrire nei loro regimi. Quel ragazzo meriterebbe una stretta di mano per il coraggio e la sintesi. È la gente come lui che dà coraggio nel continuare a credere che il Male sul Bene non può vincere. Intanto nessuno manifesta per sapere cosa succede nelle carceri iraniane, in quelle cinesi, in quelle russe – dov’è, a proposito, Navalny? Come sta Navalny? – e in tutte le carceri dei regimi di tutto il mondo che si reggono sulla forza e la menzogna, in primo luogo contro la loro gente.

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