Così dunque ho imbarcato nuovamente, per amicizia con il mare e con gli armatori di questa nuova avventura. È un imbarco particolare questa volta perchè la rivista che ho accettato di dirigere rappresenta una tradizione da tre secoli sul mare.
La Rivista della Lega Navale Italiana infatti è stata fondata nel 1897 e da allora racconta il mare in tutti i suoi aspetti, dall’ambiente all’integrazione, dall’economia alle tradizioni marinaresche, con un fortissimo radicamento sul territorio di ormai quasi sessantamila soci e conseguentemente sessantamila lettori, se riusciremo a interessarli tutti a leggere la rivista. Si tratta di un bimestrale e le procedure necessarie hanno comportato un ritardo che siamo riusciti in parte a recuperare con il primo numero, doppio già disponibile sia sul web che su carta e devo dire che su carta fa la sua figura ma forse sono io che sono datato. Penso sia stato un record nel mondo dei media, realizzare un numero doppio di oltre cento pagine di fatto in quattro persone con poco più di una settimana a disposizione ma alla resa dei conti è andata e personalmente penso anche bene, cercando di interessare un po’ tutti.
È l’anno dei settant’anni del Nobel a “Il Vecchio e il Mare” di Hemingway, copertina per il primo numero 2024 della rivista, dedicato a tutti i vecchi marinai di ogni tempo e di ogni mare. Quindi il Vecchio di Hemingway e il suo Nobel ma anche le lettere di tre marinai che raccontano e spiegano la loro vita sul mare ai nipotini. Protagonista LNI di questo numero è la storia della Lega Navale ligure mentre Manuela Moreno, uno dei volti più noti della tv e reduce del programma di Fiorello per Rai2 che si è appena concluso, racconta il suo mare e la sua vita in tv. Ancora, una intervista al ministro Anna Maria Bernini sulle iniziative del suo Ministero, Università e Ricerca, sul mare, la rubrica sui serial tv e una corrispondenza di guerra di Dino Buzzati, imbarcato sull’incrociatore Trieste, nome che passerà alla ormai prossima nuova ammiraglia della Marina. E ancora le persone e le storie della Lega Navale in questi ultimi mesi, mentre Umberto Verna spiega la manutenzione dei giubbetti autogonfiabili di emergenza che è meglio funzionino semmai dovessero servire. C’è anche, grazie a Maurizio Parisi, la cassetta degli attrezzi di bordo che non può essere vuota o sconosciuta e neppure completa come quella di una officina perchè i pesi a bordo vanno controllati. quindi tocca scegliere bene.
Un po’ pesa forse ricominciare nuovamente a conoscere e a farsi conoscere, ricominciare di nuovo tutto da zero, ma ogni imbarco ha la sua storia e questo – che è ragionevole pensare sarà l’ultimo in plancia – è particolare per tante ragioni. Studiare la nave, conoscere gli armatori, capire chi è a bordo, immaginare rotte e risorse per raggiugere i luoghi che la mission ti richiede, sono tutte attività da ricominciare. Le miglia percorse in precedenza – e sono tante – sono certamente utili ma ma al tempo stesso nuovamente si azzerano. Il mare e la navigazione non sanno ripetersi e forse questo è il loro fascino e poi ci sono sempre Chaucer e i marinai scozzesi a ricordarti che comunque time and tide wait for no man. Time and Tide.

Leggi il numero su https://www.leganavale.it/post/53172/rivista-lega-navale-gennaio-febbraio-e-marzo-aprile-2024