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Logbook 382 – Provincialmente parlando

Un amico che stimo molto mi trasmette, quasi suo malgrado, l’ennesima richiesta di trovare un ospite “famoso” da parte degli organizzatori di una manifestazione in un Comune italiano. Ci sarò passato centinaia di volte e la cosa che ogni volta mi stupisce è come ancora chi organizza questi eventi non abbia capito che il personaggio cosiddetto famoso – unica qualifica richiesta – sublima in realtà l’arte della delusione. Spesso infatti l’unica cosa cui sono interessati questi soggetti è un cachet il più alto possibile e un impegno al contrario di leggerezza eterea. Prendi i soldi e scappa, tanto per capirsi, con in più la paura che si sappia in giro che ha frequentato eventi di provincia. E forse il problema è tutto qui. Una provincia che ha bisogno di facce solitamente televisive invece di una facce magari meno note ma di maggior valore, confondendo troppo spesso la visibilità con l’immagine e con la sostanza.

Eppure visibilità e immagine sono due cose un po’ diverse. Con tutto l’affetto che non ho per lui, Fabrizio Corona per esempio ha un tasso di visibilità elevatissimo ma potremmo dire che questo corrisponde anche a una sua solida e forte immagine? Altro esempio di tipo contrario. Una signora che non si vede da decenni, mantiene da sempre una immagine altissima mentre la sua visibilità è sotto lo zero e si chiama Mina. Se entra in un luogo pubblico lei, è una cosa mentre se entra Corona è un’altra. Insomma la visibilità non porta necessariamente immagine ma non è facile farlo capire, soprattutto nei centri più lontani, dove la fama passa per la tv. Era Ezra Pound a sostenere che il provincialismo è qualcosa di più dell’ignoranza perchè è ignoranza più una volontà di uniformità. In sintesi, anche se questo Pound non lo dice, il provincialismo negativo si caratterizza anche per la mancanza di coraggio intellettuale.

In sintesi, tutto torna a un sistema come quello italiano che ha paura dei contenuti, che non sa entrare nel merito e valutare la qualità delle cose in sè ma si ferma alle apparenze, alla crosta esterna che spesso sotto finisce per nascondere il nulla, sempre senza mai rischiare un fuori strada perchè con i SUV si va al bar, mica per fossi. Il web racconta benissimo queste storie. Un esempio indimenticabile è quello di un barbone che palleggia in una piazza di Madrid, invitando i passanti a palleggiare con lui mentre loro lo evitano imbarazzati. Solo un bambino che passa, dopo due ore di questa manfrina, a palleggiare con lui divertendosi un mondo. Il barbone si vede che si diverte poi prende il pallone, lo firma, si leva la barba posticcia e con la sua faccia vera, quella di Cristiano Ronaldo, gli regala il pallone. Ovviamente la gente in deliquio anche se il palleggiatore era sempre lo stesso.

https://www.youtube.com/watch?v=0fiNR8NjWR0

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