Ovviamente la foto non c’è. Non c’è mai la foto, quando serve. Un sindaco, un vicesindaco, un assessore allo sport, un prestigiosissimo avvocato ormai milanese ma lericino d’origine e il sottoscritto che spingono a mezzanotte una macchina impantanata sulla riva della Borgata del Muggiano, dove si stanno spegnendo i festeggiamenti per aver vinto il Palio del Golfo dei Poeti, roba che sta da queste parti come il Palio sta a Siena, la Quintana sta a Ascoli o la Corsa dei Ceri sta a Gubbio. Tanto per capire l’atmosfera.
Un flash back aiuta. Presentazione a Lerici, dunque, del libro di Mursia e di “Burrasche”, entrambi libri cui tengo molto. L’invito arriva da un vecchio amico e ottimo sindaco come Leonardo Paoletti e dall’avvocato Stefano Putinati, che si fa carico quando può – divertendosi peraltro parecchio – delle conversazioni serali estive, in una delle piazze più belle che io conosca, con quel vecchio affettuoso bestione di castello sullo sfondo, castello cui sono profondamente e intimamente legato da numerose esperienze condivise.
Insomma, con un caldo feroce in autostrada nonostante l’aria condizionata, arrivo nel pomeriggio a Lerici. Vado subito in albergo e, dopo una doccia, il gentilissimo gestore dell’hotel mi porta a San Terenzo che poi sarebbe Lerici lato Spezia ma non si può dire perchè Lerici è Lerici e San Terenzo è San Terenzo, non scherziamo neppure.
È il giorno del Palio 2024, la prima domenica di agosto quindi l’atmosfera è tesa. Si lavora per questo giorno da un anno e gli equipaggi, estate o inverno che sia, si allenano perchè ne va dell’orgoglio delle Borgate del Golfo. Vincono le magliette rosse del Muggiano e c’è molta soddisfazione in giro perchè il Muggiano – tranne che per i suoi abitanti – appartiene al territorio di Lerici sia pure se è confinante stretto con Spezia. Tranne che per i suoi abitanti, perchè loro hanno invece la profonda convinzione che siano Spezia e Lerici a confinare con il Muggiano che è il Muggiano e che ha vinto pure il Palio. Ci sarebbero nel gruppo, in teoria e per la cronaca, anche le Borgate di Portovenere e delle Grazie ma mi sembra di intuire che sono considerati inesorabilmente snob e comunque lontani.
La presentazione del libro in piazza risente piacevolmente di quest’atmosfera. Mentre parliamo, vediamo dal palco rientrare le barche che erano al Palio. È facile intuire peraltro come per un Muggiano che festeggia ci sono una decina di altre Borgate il cui umore non è al massimo. Intanto, nelle due comodissime poltrone, con audio e luci perfettamente operative (cosa che non capita spesso) parliamo con Stefano di tante cose che ci sono nei due libri. La serata scorre molto serena e in amicizia. Il pubblico non è numerosissimo ma c’è. Comunque i tavoli dei ristoranti in piazza sono pieni e magari qualcuno finisce pure per ascoltare. Vedo arrivare Roberto con Anna ma sapevo già che ci sarebbero stati. Fra l’altro, Roberto, come sommergibilista, entra e esce nel discorso che facciamo dal palco perchè in uno dei due libri c’è anche lui, con un contributo fondamentale perchè rivela il segreto per sopravvivere tutti insieme serenamente in un sommergibile, dove la luce bianca dice che è giorno e la luce rossa che è notte. Non è facile, se non sai come fare.
La conversazione si prolunga ma la gente non crolla, il che fa sempre piacere. Una volta finito, spente le luci, siamo tutti affamati come lupi. Leonardo propone di passare dal Muggiano a vedere che succede. Marco, il suo vicesindaco, e Massimo, il suo assessore allo sport, prospettano fra loro un probabile bagno rituale in mare del sindaco, bagno sollecitato e messo in essere dai festeggianti il Palio, non appena ci vedranno arrivare. Lui glissa ma sembra da buon sindaco preparato a tutto. Grazie al cielo, quando arriviamo c’è invece molta stanchezza e i festeggianti sono totalmente stremati, tanto che è più facile prevedere che sia qualcuno di loro a finire in mare e senza aiuto alcuno. Leonardo va a parcheggiare nell’unico posto possibile, bordo mare, e andiamo a fare i complimenti ai vincitori o quanto meno a ciò che resta di loro. Sono stati festeggiamenti alla buona, mi spiega Massimo Gianello che è il presidente del Palio – e che peraltro, per farlo, deve avere un sistema nervoso d’acciaio – perchè la vera festa ci sarà sabato e sarà roba notevole, come è stato e sarà ogni anno nel Golfo dei Poeti.
Le donne del Muggiano ci adottano immediatamente. Saltano fuori due teglie, una di pizza e una di fainà, la farinata. A me, già dal primo assaggio, la fainà pare eccezionale anche se non è bollente ma tutti gli altri, per questo, reagiscono come reagisce un bagnino romagnolo quando vede mettere il parmigiano grattugiato sugli spaghetti alle vongole. La farinata deve essere ustionante, mi spiegano, mentre, in pochi secondi, ce la finiamo comunque tutta, insieme alla pizza. Vino bianco freddo, birra, caffè. Le donne del Muggiano scherzano poco se c’è da far capire che gli ospiti sono ospiti e che lì dentro comandano loro.
Così, alla fine, nutriti e dissetati, torniamo alla macchina che sta lentamente affondando nel mar Ligure. Leonardo però è un operativo, sempre e comunque. Come sindaco infatti mi ricorda un po’ Gigi Petroselli o Giorgio Guazzaloca, gente che c’era sempre e comunque per tutti e per tutto. Insomma lui si organizza rapidamente e ci mette immediatamente al lavoro anzi allo spinterogeno, come direbbe Totò. Il presidente del Palio alla guida, noi che si va di braccia così in un attimo siamo fuori e l’auto torna a fare l’auto e non più il tentativo di gozzo. Torniamo verso Lerici nella notte mentre a me sembra di essere in un film, ovviamente “Amici miei”. Bellissima serata in sintesi, di quelle che potrebbero finire all’alba se non avessimo un’età. Lerici non delude mai.
