L’Acquabella Festival è ormai appuntamento abruzzese – e non solo abruzzese – di riferimento per il mondo della cultura legato al mare. Nell’ultima edizione del maggio scorso, Piero Caruso e Barbara Pambianchi che il Festival hanno inventato e che lo animano – nel senso più proprio del termine – avevano invitato anche me e ne é valsa la pena accettare l’invito. É stato dunque un pomeriggio dove l’aria di mare scavalca la più lunga e più bella pista ciclabile europea che, una volta dimessi i panni di storica linea ferroviaria adriatica, oggi vede stormi di ciclisti affrontare il lungo percorso praticamente pedalando sul mare.
L’Acquabella è uno storico antico approdo, a ridosso della punta che ne ha preso il nome, rinomato per la qualità della sua acqua dolce che nasce in una polla a pochi passi dal mare. Pirati e marinai, contadini e soldati nel corso dei secoli hanno dovuto la vita a quella polla e a quell’acqua, al centro della costa fra Ortona e San Vito, dove gli Abruzzi si confrontano con le Puglie.
Marcello Sacerdote è invece una voce di attore straordinaria con, alle spalle, anche la ricerca di una tradizione e di una cultura che, nonostante tutto, cerca di salvaguardare. Le tradizioni culturali sono patrimonio universale e se qualche turista spesso si incanta quando le trova a migliaia di chilometri da casa sua, lo stesso non accade se invece le ritrova sulla porta di casa e questo é peccato di ignoranza e stupidità, a ben vedere.
Dunque Marcello Sacerdote che ha fondato per questo CUNTATERRA, é stato protagonista del pomeriggio e del Festival che é anche incontro di persone e di storie importanti. Mario Dentone, Pio Baissero non li avevo mai incontrati, per esempio, mentre con Davide Rondoni gli incontri sono ciclici e saldati da antica amicizia e funamboliche esperienze televisive.
Marcello Sacerdote, nel corso del pomeriggio del Festival, legge alcuni brani fra cui un mio racconto – l’ultimo, del libro di Mursia “Di mare, barche e marinai” – e la lettura a alta voce, quella più antica e tradizionale, conferma ancora una volta la sua forza straordinaria. Ascoltare una lettura é una magia preziosa e spesso dimenticata mentre l’uomo nasce e cresce ascoltando voci e parole scritte o ricordate, da sempre.
