Auguri a tutti di buona fine e buon principio. Anche il proseguimento di un 2024 che, insomma, qualche problema lo ha, merita un augurio supplementare. Il nemico da battere, semplificando un po’, è la cultura del bullismo che poi è roba che va dai banchi di scuola fino alla politica internazionale, per intenderci. In secondo luogo, da combattere c’è la burocrazia che peraltro è la prima causa della corruzione, ovunque e da sempre. Ci sono poi il corporativismo, l’autocensura dei media, la furbizia contrabbandata per intelligenza, l’autoreferenzialità tristissima di foto ufficiali ma anche dei selfie che vorrebbero sostituire la memoria, raccontando apparenze e dettagli inutili. L’elogio del silenzio, del buio, è roba già detta e da grandi maestri. Nam neque diuitibus contingunt gaudia solis,nec uixit male, qui natus moriensque fefellit. Orazio è chiaro: non è solo dei ricchi il piacere di vivere, e chi è nato e morto sconosciuto non per questo ha vissuto male. Roba semplice, oraziana 100% quindi doc, ma che proprio per questo pesa come pietra sulla vacuità dei tempi. Roma poi è in preda al delirio giubilare – e alla metro a Piazza Venezia! per di più – che si aggiunge alle altre tante venture che la affliggono. Ci si difende come si può. Personalmente, visto che il contesto lo consente, la rassegna stampa per la radio (dal 6 gennaio) la faremo da Napoli. A volte mi scopro addirittura a pensare – una volta tanto d’accordo con Luciano De Crescenzo – che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana.
