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Logbook 470 – Una guerra sola

C’è un filo che lega il 7 Ottobre 2023 e la guerra in Ucraina? A mio modesto avviso sì e lo ho già detto sia pubblicamente che privatamente. Che il KGB o come si chiama oggi sia partito dominante da trent’anni in Russia, dopo il crollo dell’Unione Sovietica e dopo un breve periodo in cui la Russia – per la prima volta nella sua storia – poteva diventare democratica, è cosa nota. Che la cultura del KGB, erede diretta della GPU stalinista e della Ochrana zarista, abbia prodotto Putin e il suo trentennio macellaio è altrettanto noto. 

Quello che però, almeno a me, risulta evidente è il fatto che nell’autunno 2023, quando l’Ucraina stava vincendo e il mondo e i media avevano capito di cosa si trattava realmente cioè da un lato di una invasione di truppe mercenarie e dall’altro di una difesa di popolo, ecco l’alba del 7 ottobre che sposta attenzione e risorse su un altro fronte.

Hamas vuole dire Teheran che vuole dire Mosca, quindi la realizzazione del progetto nato nelle stanze della Lubianka -“il palazzo più alto di Mosca perchè da lì si vede la Siberia” scherzavano i russi non potendo fare altro ai tempi sovietici – non era di per sè complessa tanto è vero che è andata come è andata. Personalmente amo Israele e il suo popolo che credo di conoscere bene così come non amo nessun integralismo sia esso quello del governo di Netanyahu, di Trump, dello stesso Putin, di XI eccetera. Il 7 Ottobre ha di fatto lasciato sola Israele e quello che sta succedendo oggi è la logica, tragica e prevedibile conseguenza di chi si è sentito isolato. 

I risultati si sono visti, I riflettori si sono spostati in Medio Oriente. L’Ucraina è passata in ombra grazie alla politica del chiodo scaccia chiodo e la regia mondiale resta saldamente in mano al partito egemone di cui sopra in Russia, condizionato soltanto dai voleri del suo riferimento cinese, cui, con la guerra in Ucraina, Putin si è consegnato mani e piedi.

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