In politica il gioco di squadra è fondamentale, soprattutto se si hanno responsabilità di gestione. Personalmente, un caso da manuale che mi è capitato di incontrare è quello della giunta romana di Francesco Rutelli nel 1993. Avevamo avuto, come Teleroma 56, un ruolo molto importante – a detta in primo luogo dello stesso Francesco – per quella elezione contro Gianfranco Fini, allora segretario del MSI, conclusasi all’ultimo voto. Fu una battaglia dura ma che ricordo ancora come un bel momento di confronto politico.
Quando, nel gennaio 1995 lasciai quella è ricordata oggi come “la storica emittente romana” – e a noi viene un po’ da ridere – mi guardai intorno per inventarmi qualcosa. Non avevo nessuna prospettiva ma sapevo che una storia finita era una storia finita e quindi amen.
Una idea su cui lavorare che non mi dispiaceva era quella di una tv del Campidoglio destinata alla preparazione del Giubileo del 2000 e al suo svolgimento. Ne parlai con Rutelli che non la vide male, rimandandomi al suo responsabile della comunicazione, Paolo Gentiloni, Per farla breve stavamo verificando il progetto – molto complesso – quando venne la proposta della Rai di andare in Valle d’Aosta e la cosa finì lì. Ricordo ancora che per location avevo proposto il vecchio e abbandonato Fungo dell’Eur con la sua vista incredibile. Come studio tv ero (e sono convinto) sarebbe stata una cosa straordinaria.
In quei pochi mesi, comunque, ebbi modo di vedere all’opera oltre Paolo, anche Roberto Giachetti che era capo di gabinetto mi pare o comunque braccio destro del Sindaco. C’era anche Pietro Barrera che giocava in difesa e aveva un ruolo determinante per tenere a bada il partito di maggioranza che non era certo una bestia facile.
Era un bel gruppo e i risultati si vedevano e restano nel tempo. Paolo Gentiloni era Paolo Gentiloni, solido e immutabile. Di lui resta eterna nel tempo la definizione di Ermete Realacci quando Gentiloni venne nominato Presidente del Consiglio. “Paolo” disse Ermete ai giornalisti che gli chiedevano un parere “è una persona che, per dare del cretino a qualcuno, può anche metterci mezz’ora”. Tanto basta.
