Non la vedevo da molto – almeno sei anni – ma è come se la avessi lasciata il giorno prima. Ritrovata con l’eleganza di una magnifica artista novantenne che ti riceve nel suo camerino con un po’ di quel disordine che è anche segno della confidenza. Esistono luoghi dell’anima, come li chiamava Andrea Camilleri. Non c’è altro modo per definirli e per me lei è questo e altro ancora.
Partiamo in sette da San Marino, puntualissimi alle 8,45. Lucio e Marino si sono offerti come autisti del 9posti Opel e si riveleranno bravissimi nella guida sicura e veloce, nel rispetto dei tempi e nella attenzione per i compagni di viaggio. Tecnodipendenti si azzuffano con le colonnine dei caselli autostradali, visto che non siamo dotati di Telepass, ma è un fenomeno assolutamente marginale e sotto molti aspetti interessante per i presenti. Stefania, Franco, Alessandro e Giovanni completano il gruppo che si dirige rapidamente verso NW.
Pausa in un delirante autogrill per il caffè e poi di nuovo in auto. Arriviamo alla meta e raccogliamo Roberto che ci aspetta. Lui la conosce da quando aveva diciannove anni e ci accompagna. Non credo che lei gli ispiri, per tante ragioni, i miei stessi sentimenti e comunque la gelosia è un lusso che con una come lei non ci si può permettere.
Pranzo da Sevieri dove ci raggiunge per un abbraccio Dario. Non lo vedevo dai funerali di David e pesa ancora a entrambi. Fino all’ultimo – mi racconta Dario – David ha lavorato. Aveva cinque spettacoli in calendario. Cinque mi dice Dario che una volta tanto non trova la battuta, cosa per lui impossibile.
Trofie ovviamente e non solo. Ottima la cucina e il servizio. I miei compagni su queste cose non scherzano e non fanno sconti ma si dichiarano soddisfatti e sia Roberto che io, sentendoci un po’ responsabili, ne siamo contenti. Poi si è fatta l’ora e si va.
Lei è bellissima. Passiamo quasi due ore con lei e con chi la segue. La giornata è fatta di sole e di azzurro con le montagne a ridosso. Lunghi discorsi e memorie perchè quasi cento anni sono tanti anche se portati benissimo. Io ritrovo momenti e tanto altro mentre mi perdo nel suo magico mondo. La lascio come al solito, fermandomi un momento sull’attenti per poi scendere rapido, cercando di non voltarmi indietro ma al solito non ci riesco. Mai riuscito. I luoghi dell’anima te li porti dentro. Lasciamo Roberto che rientra a casa e ci muoviamo.
Si ritorna, dunque. Si dorme. Si parla. Si è amici e questa giornata sai già che sarà memoria condivisa che resterà. Pausa gnocco fritto e affettati doverosa a Casa Spadoni, tempio dello gnocco fritto anche se non ha le dimensioni a lenzuolo di quella classiche, dimostrandosi meno tradizionale ma sicuramente più maneggevole. Marino studia – coinvolgendo Stefania – la tagliatella al ragù, Ricordano le foto dei coniugi Curie in laboratorio, chini sui loro esperimenti. Alla fine indicano una non meglio identificata maggiorana come clandestina nella circostanza.
Noi altri che siamo gente semplice invece ci concentriamo sul cibo. Franco riesce con acrobazie circensi a stare a dieta grazie anche alla vigilanza di Stefania – che combatte contemporaneamente sul fronte Tagliatella e sul fronte Franco – cui Libera ha affidato responsabilità nutrizionistiche del suddetto. E’ una operazione quanto mai rischiosa e complessa che lei svolge responsabilmente – come le è naturale – ma con la sensibilità di Christoph Waltz in un famoso film sulla Seconda Guerra Mondiale.
Torniamo alla base che sarà mezzanotte. Recuperiamo le macchine, e torniamo alle rispettive magioni stanchi e felici (nonchè peraltro notevolmente satolli), come si dice in questi casi.


