Site icon Ferian

Magnifico.

La notizia arriva e sai che deve arrivare. Capita ormai non raramente, quando il tempo volato è molto più di quel che resta. E’ capitato con persone con cui il legame era fortissimo anche se affievolito dalla lontananza e dalle vite reciproche. E capita ancora, come ieri.

L’ultimo segnale era stato uno scambio di messaggi a Natale e, al solito, non erano messaggi convenzionali, roba estranea a entrambi. Mi aveva fatto piacere sapere che comunque era ancora lui, con la sua ironia, il suo coraggio, la sua straordinaria intelligenza. Con lui si poteva ridere e si poteva parlare, cose non sempre possibili con le stesse persone. 

Era uomo che conosceva il potere e sapeva praticarlo ma che non si piegava alla cortigianeria dominante perchè non era nella natura di quelli come lui.

Facemmo insieme la battaglia per portarlo alla Presidenza della Rai – e sarebbe stato un grande Presidente – ma proprio per questo passò un altro che poco lasciò, come i tanti altri. Roversi ci credeva ma non ne rimase deluso. Sapeva giocare, il che vuole dire saper vincere e saper perdere. 

Come sempre riaffiorano momenti personali condivisi e condivisibili, apparentemente dimenticati. Il primo incontro, nel suo ufficio di Magnifico in Rettorato – la sua identità più cara – senza giacca, con la spalla sinistra ingessata. Mi accolse in piedi, sorridendo con quel sorriso particolare proprio di certa goliardia – Marco, per esempio – che dava allegria, intelligenza, ironia. Gabriele Falciasecca, nome storico della Facoltà bolognese di Ingegneria, lo aveva preso in pieno su una pista di sci, spaccandogli la spalla. Lui ci rise sopra quando mi informai se le battaglie accademiche della Alma Mater stavano cambiando, se non di violenza, quanto meno di segno e di luogo.

Poi le serate al San Domenico dove con Padre Michele Casali – altra ombra sul cuore – dava vita a momenti unici. E, ancora, il giorno dell’inaugurazione di Bologna 2000, Città Europea della Cultura. Fu un anno bellissimo e Bologna diede il massimo grazie anche a lui. Venne aperto – lo ricordo bene, molto bene – da lui e da Umberto Eco una mattina di sole. Fu lui a chiedermi di essere il moderatore della mattinata e io, seduto fra i due a dar loro la parola, mi sentivo un ragazzino sebbene un ragazzino non fossi più da tanto tempo.

Ci rivedemmo. Venne al primo dei nove Galà di San Marino RTV, nel 2013. Ero arrivato a novembre del 2012 con grosse difficoltà di bilancio e quel Galà fu importante per dimostrare che potevamo non solo sopravvivere a una crisi impegnativa ma anzi rilanciare. Coinvolsi tutti gli amici di una vita. Oltre lui, Maurizio Costanzo, Luca Zingaretti, Luciano Onder, Pippo Baudo e tanti altri per dare visibilità a quei pochi programmi che eravamo riusciti a mettere insieme, puntando sulla qualità e le idee.

Arrivò perchè sapeva esserci nei momenti difficili e fu al solito bravissimo. Un amico alla fine sali sul palco salutarlo, ricordandogli che la sua Laurea in Legge gliela aveva consegnata lui. Il Magnifico lo guardò serio e poi disse “Mi fa piacere ma si ricordi sempre che io ho anche il potere di ritirargliela”.

Il mio amico sbiancò per un momento. Poi quando si fu allontanato, gli chiesi se era vero perchè mi suonava strano. “Ma figurati se è vero” mi rispose Roversi inalberando di nuovo il perfido sorriso goliardico.

Era così – non solo così, certo, ma anche così – e mi viene da sorridere mentre lo ricordo e lo scrivo. Che poi sarebbe quello che lui avrebbe voluto.

Exit mobile version