Logbook 302 – Europee 2024, fateci votare Navalny

Rassegna stampa un po’ fiacca quella postnatalizia. La notizia è che Aleksej Navalny è vivo. Molti – fra cui il sottoscritto – non ci avrebbero scommesso molto, visto il regime di Putin e del KGB, suo partito-guida.

Invece Navalny è vivo. Magari al Polo Nord ma è vivo e gioca l’unica carta che ha cioè l’ironia perché notoriamente la fantasia distruggerà il potere e una risata lo seppellirà. Analizza benissimo questa arma sul Foglio Adriano Sofri.

Nessun vittimismo, nessuna lagna contro i boia di regime ma una identificazione con Babbo Natale dove – dice Navalny – invece delle renne ci sono i “bellissimi soffici” cani delle guardie. Sto bene, conclude lui.

Così, è venuto spontaneo vagheggiare al microfono che, di fronte a tante candidature (alcune delle quali improbabili, altre inutili) sarebbe la cosa migliore che proprio Navalny fosse candidato capolista alle elezioni europee. Conoscevo una persona che penso questa partita avrebbe saputo giocarla fino in fondo. Sarebbe una partita determinante per tante ragioni.

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