Logbook 306 – Capodanno in terre remote

Il capodanno confesso che é una festa che non sopporto. I migliori li ho passati lavorando o viaggiando. Uno con Alfonso e con Paolo al fronte fra serbi e croati che si cannoneggiavano e noi in mezzo l’ho raccontato in Burrasche.

Poi ci sono quelli con Marco in TV o in carcere e ancora quelli dalla povera torre della CP di Genova quando con Radio1 Rai facevamo la diretta con tutte le navi italiane in navigazione sul pianeta a mezzanotte.

Insomma il capodanno di per sé proprio non riesce a coinvolgermi. Anche quest’anno é capodanno nel bosco di ulivi perugino dove c’è molta pace. L’idea è stata quindi di festeggiare il capodanno delle Isole Sandwich Australi dove a parte trenta persone, le renne e svariati gradi sotto zero non c’è altro.

Sarebbe bello poter dire che lo abbiamo fatto per solidarietà nei confronti di quelle terre selvagge ma mi corre l’obbligo di dire che purtroppo dietro questa scelta c’era un mero calcolo utilitaristico. Alle Sandwich Australi il capodanno si festeggia due ore prima, nel cuore dell’Atlantico meridionale. Così alle dieci di sera abbiamo acceso i fuochi, brindato e ce ne siamo andati a dormire il sonno del giusto.

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