Emilio Lussu lo racconta in un libro che spiega come nasce un regime, in un bellissimo libro come “Marcia su Roma e dintorni”.
Alcuni deputati fascisti aspettano armati in un corridoio un parlamentare di opposta fazione. Lussu e altri se ne accorgono. É tutta gente che ha fatto la guerra e le armi le conosce bene. Intervengono e riescono a evitare il dramma. Solo un esempio e un ricordo di una persona straordinaria come Emilio Lussu.
Le armi nella cronaca parlamentare di oltre un secolo dunque ci sono sempre state e spesso in tragedia. Ma siccome la Storia la prima volta crea tragedia ma la seconda volta finisce in farsa, ci troviamo con una delle prime notizie del nuovo anno che ci trascina in un film di Vanzina con il parlamentare pistolero che dimostra il senso di responsabilità di cui dispone. Se in più gli inquirenti dimostreranno che ha mentito, la situazione sarà definita.
La povera Giorgia Meloni sa di che pasta è fatta molta parte del suo partito ma il problema é altrove. Se da svariate elezioni vengono eletti non i migliori rappresentanti del Paese ma portaborse e incompetenti, gente affidabile solo per i capibastone che li candidano, il parlamento non può essere altro che un coacervo di mediocri e di incompetenti. Difficile stupirsi poi che quasi il cinquanta per cento degli aventi diritto al voto, non vada a votare e che quindi le maggioranze siano calcolate su metà della popolazione o poco più. Ormai il parlamento sembra un set dei Vanzina, ai tempi d’oro.
