Finalmente a cena con Eraldo dopo un paio di rinvii quindi si va di risotto di pesce a Riccione all’Alta Marea dove è di casa. Sul cibo lui è uno che non scherza. Eraldo Pecci è una persona cui voglio molto bene anche perché essendo lui un conoscitore profondo e diretto del mondo del calcio mentre io in questo sono quello che Sgarbi definirebbe una capra, in teoria gli argomenti dovrebbero essere limitati e invece riusciamo a parlare di tutto.
Eraldo infatti è uno che legge, che conosce, che ha il dono dell’ascolto quando questo serve. Sotto molti aspetti mi ricorda Eddy Ottoz senza però la sua frenesia da velocista della vita oltre che dello sport. Anche una straordinaria ironia che spesso sfocia in rada autoironia nel mondo dello sport. Anche questo contraddistingue i campioni veri, almeno per la mia relativa esperienza. Passò lui la palla, nella storica impossibile punizione a due, a Maradona contro Zoff. Tocco di venti centimetri e gol. Maradona ancora rideva quando dopo il gol Eraldo lo abbraccia e gli chiede “Hai visto che assist che ti ho fatto?”.
Eraldo Pecci é romagnolo che più romagnolo non si può anche se quando parla del Toro gli si accendono negli occhi abbaglianti, anabbaglianti e luci di posizione. Anche quando parla di Maradona ne parla con infinito affetto ma anche con la ragione inserita perché cuore e cervello gli lavorano insieme. Mi racconta – mentre andiamo di un risotto che gli sarebbe piaciuto – di Gigi Riva in campo e ne parla come di qualcuno che va oltre il calcio. Ha fatto in tempo a giocarci contro ed è un ricordo vero.
Un giorno a pranzo, mi racconta, in un ristorante di Cagliari entrano alcuni giocatori. Il più giovane che ha la passione per le automobili ha appena comprata una costosissima che ha parcheggiato con evidenza fuori dal locale. In un’altra saletta Gigi Riva sta finendo di mangiare con un paio di amici. Poi si avvicina al tavolo dei giocatori e chiede di chi è la macchina super costosa parcheggiata fuori.
Il giovane giocatore proprietario dell’auto alza il braccio, orgoglioso che Gigi Riva lo abbia notato. Riva gli dice “Bene prendi la macchina e andiamo”. Per farla breve, lo accompagna dal concessionario, gli fa restituire la macchina, riconsegnare i soldi e cambiarla con una Golf, ultimo modello ma una Golf. Poi lo guarda e gli dice “Alla tua età questa è meglio”.
Eraldo sorride raccontandolo anche perché né il giocatore né il concessionario si azzardarono a replicare a Riva e il giovane tornò al ristorante dai compagni che lo aspettavano con una Golf ma era una Golf marcata Gigi Riva. Quando il calcio era il calcio.
