Logbook 334 – Sparsa per Urbe pecunia

Tutti i salmi finiscono in gloria. Come avevamo ampiamente previsto mesi fa, ci sarebbe stata una inchiesta sulla gestione del generale Vannacci a Mosca che avrebbe messo in discussione molte cose e avrebbe prefigurato la candidatura del generale alle Europee in odor di vittima di regime. Premessa la garanzia di innocenza fino a sentenza definitiva, a questo proposito fa piacere scoprire che mentre per Navalny il povero Salvini si appella con fiducia ai giudici di Putin (vagamente di regime come giudici), per Vannacci è subito complotto. Logica complessa al di sopra delle nostre possibilità anche perchè a quel che si legge i fatti sono miseri. Una famiglia per cui lo Stato avrebbe pagato la permanenza all’estero mentre a Mosca nessuno li avrebbe mai visti. Feste fantasma anch’esse messe in conto. Insomma roba che non dovrebbe essere difficile smentire o provare. Vedremo.

Quello che resta piuttosto evidente è il fatto che Putin e il KGB vogliono una testa di ponte a Bruxelles nel prossimo Parlamento Europeo e per questo stanno lavorando pesantemente e non da oggi o da qualche mese. In fondo, per fare un esempio, la caduta parlamentare di Boris Johnson in Gran Bretagna e quella di Mario Draghi in Italia andrebbero meglio analizzate in questa chiave. Sicuramente ci penseranno gli storici fra qualche decennio, a babbo morto come verrebbe da dire.

I servizi occidentali sembra però che si siano finalmente messi in moto, visto che da decenni gli uomini di Putin hanno licenza di uccidere i dissidenti. I segnali ci sono perchè i servizi occidentali hanno una loro esperienza e un loro peso, anche se hanno anche una lentezza forse indispensabile per evitare deviazioni ma che non sempre aiuta a affrontare le cose. 

I metodi utilizzati dal regime russo non richiedono necessariamente l’uso della violenza, visto che ce ne sono anche altri altrettanto antichi e funzionali. I cronisti altomedievali usavano per questo una frase che spiegava molte cose. Sparsa per Urbe pecunia, scrivevano e la U maiuscola era dovuta al fatto che si parlava di Roma ma il metodo è sempre andato oltre il tempo e lo spazio. Mica solo l’Urbe.

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