Logbook 340 – Mezzogiorno di fuoco

“Julia Navalnaya”, dice l’Ansa, “esorta i russi a recarsi alle urne il 17 marzo alle 12 come forma di protesta contro il governo di Putin. “Che cosa fare dopo, lo decidete voi”, spiega Yulia Navalnaya. “Potete votare – prosegue – per qualsiasi candidato tranne Putin, potete rovinare la scheda elettorale, potete scrivere a lettere grandi ‘Navalny’. E pure se non vedete per niente un senso ad andare a votare, potete semplicemente andare e stare al seggio elettorale e poi voltarvi e tornare a casa”.  Navalnaya ha inoltre dichiarato che questa iniziativa “aiuterà a capire che c’è tanta gente” che non appoggia il Cremlino, che “ci circondano persone che anch’esse sono contro la guerra, la corruzione e l’iniquità”. (ANSA)

La cosa potrebbe funzionare anzi la vidi funzionare personalmente in piazza San Venceslao quando i praghesi nel 1989 si diedero appuntamento lì con l’obiettivo di fermarsi tutti per tre minuti alle cinque del pomeriggio e dare dunque un segnale a un regime morente e feroce convinto che la galera potesse stroncare il dissenso. Ero lì con la telecamera per riprendere quella che sembrava una iniziativa disperata ma era quella su cui Charta 77 aveva puntato. C’erano i radicali a sostenerli. Ricordo dalla mattina in piazza Emma e Roberto Cicciomessere, Maria Teresa, mi pare anche Franco Corleone  e Ivan Novelli, sicuramente Paolino Pietrosanti – che a Praga fece un grande lavoro politico – e diversi altri. Molti di loro non ci sono più e a me dispiace non ricordare tutti quelli che c’erano quel giorno in piazza ma io ero impegnato con le riprese e le notizie e quindi tanto per cambiare facevo gruppo a parte. Finì come finì. 

I praghesi, alle cinque meno un minuto, decisero tutti e cinquemila che erano in piazza, in diligente fila per due, di fermarsi a prendere il gelato. La polizia era particolarmente dura e non tollerava che qualcuno si fermasse anche solo un istante ma prendere il gelato a Piazza San Venceslao non era proibito nè sarebbe stato facile farlo. 

Fu dunque la più lunga fila del mondo da sempre di clienti di un gelataio (ovviamente italiano) che durò per cinque minuti poi il desiderio di gelato finì improvvisamente come era arrivato e tutti felici e contenti stavano per rompere la fila quando un poliziotto pensò bene di prendere alle spalle il sottoscritto mentre riprendeva la scena e sbatterlo per terra. Stava per arrivare il peggio ma i praghesi fecero un passo avanti e mi coprirono. La polizia, già incazzata di suo per essere stata presa in giro, perse la testa e cominciò a menare ma la manifestazione era riuscita. Il regime cadde dopo pochi mesi e riportai al presidente Havel, in una delegazione al castello, la telecamera sfasciata quel giorno dall’anfibio di un poliziotto.

Non so se succederà la stessa cosa ma sicuramente sarà il numero di persone che andrà a votare a mezzogiorno in quella farsa macabra – cui peraltro Putin e il KGB sembrano credere molto – a fare la differenza. Certo il regime prenderà volti e nomi ma non potrà processare una intera popolazione. Il coraggio di combattere per vivere liberi è senz’altro preferibile a una vita di fame e paura e umiliazione. Questo Navalny lo ha testimoniato e il fatto che sia morto lo stesso giorno di Matteotti fa pensare. Certo, gli avvelenatori di pozzi di cui parlano tutti i rapporti dei servizi europei ,ci ripetono sui social che Navalny era un nazista, aiutandosi con foto false ma che fanno il loro,  e che la moglie è una grandissima troia eccetera eccetera. Propaganda sporca cui è facile abboccare. Poi se si va a vedere chi usa i metodi nazisti, forse Putin qualcosa potrebbe insegnare con i fatti ai coniugi Navalny.

Intanto in Occidente si va in piazza per la Palestina, intendendo in realtà che si va in piazza contro gli ebrei, dimenticando che sono Hamas e l’Iran e Putin i veri nemici dei palestinesi e che sarebbe meglio fare distinzione fra Hamas e palestinesi, fra governo israeliano e ebrei.  In ogni caso, dei russi in carcere, delle donne afgane, dell’opposizione iraniana (830 impiccagioni in due mesi) le anime belle (e quelle meno belle ma meglio retribuite) non sembrano preoccuparsi. C’è qualcosa di torbido in tutto questo.

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