Logbook 359 – Il mural verbale

Sparisce anche questo 25 Aprile e il prossimo sarà quello dell’ottantesimo, sperando sia diverso da questo. Comincia all’alba in radio per preparare la rassegna stampa che come lo scorso anno ha avviato il palinsesto speciale dedicato alla Liberazione. Lo scorso anno al centro c’era la storia fino a allora clandestina dell’orrore della Pensione Oltremare che cambiando completamente di segno ospita dalla fine degli anni 70 Radio Radicale.

Quest’anno fra le polemiche sulla Brigata Ebraica e la resistenza in Ucraina, sapevamo non sarebbe stato semplice. Poi parte la rassegna stampa in cui abbiamo inserito la corrispondenza di Checco Radicioni da Porta San Paolo, dove alle otto coincidevano, loro malgrado, le strade della Comunità Ebraica e del presidio pro Hamas, con la polizia che gestisce la situazione evitando complicazioni, il che non sempre è così scontato. Poi il programma prosegue oltre che dallo studio dal Museo di Via Tasso. Arrivo con Giovanna e Michele un po’ prima, appena finita la rassegna stampa, e ho il tempo di tornare a vedere quelle stanze che conosco e che ancora non sono affollate come saranno fra poco. Poi la diretta comincia anche da lì. 

Apre lo storico Roberto Balzani, presidente del Museo, e il suo è discorso di chi riesce a vivere insieme storia e realtà e a raccontarla a chi ascolta. Intervengono poi alcuni esponenti della Comunità Ebraica, appena arrivati da Porta San Paolo, e due ministri – Gennaro Sangiuliano e Adolfo Urso – che parlano con rispetto e con attenzione di temi che solo un paio di decenni fa sarebbe stato difficile affrontare. Anche il ministro Tajani, dalle Fosse Ardeatine, interviene e parla, segnato dalla visita di un luogo dove restano vive trecentotrentacinque storie che sono purtroppo ancora oggi  l’Italia nel suo complesso meglio rappresentata. Bello fra gli altri l’intervento telefonico del Presidente della Regione Friuli – Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Molto bello dunque, anche se non si riesce francamente a capire che c’entrino poi Salvini e il generale Vannacci – l’ex attachè militare a Mosca notoriamente affascinato da Putin – con lui.

Il sindaco di Roma arriva e interviene anche lui. Come sempre, da equilibrista di caratura mondiale qual’è, riesce a evitare di entrare nel merito con un discorso di ricostruzione storica che si conclude con appelli ecumenici validi ma vagamente fuori dalla realtà di queste ore. Gli chiedo, quando termina il suo intervento, se non sarebbe meglio che a Roma per il prossimo 25 Aprile – l’ottantesimo come si diceva più sopra – fosse il Comune di Roma e non questa Anpi a occuparsi e a  fare da garante delle celebrazioni. Bofonchia una risposta in dribbling e esce. Sarà Giuliano Ferrara a riprendere e rilanciare questo scenario che impegnerebbe il gonfalone del Campidoglio come responsabile il prossimo anno.

Gli interventi si avvicendano uno dopo l’altro e costruiscono una trama che se da un lato non può evitare i problemi che comporta dal punto di vista della organizzazione dei tempi, dall’altro costruisce un grande mural verbale che parla di democrazia e di rispetto.

Finiamo tardi, stanchi ma convinti che abbiamo fatto il nostro al meglio di come potevamo, in un giorno in cui libertà e democrazia hanno necessità di luoghi della parola che le rappresentino.

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