Logbook 385 – Goodnews

Siamo affamati tutti di buone notizie, quelle che quando le leggi ti fanno sorridere da solo e che peraltro non sappiamo più trovare, un po’ forse anche per colpa nostra. Mirko è una delle voci radiofoniche migliori che conosco e non è solo voce ma anche testa radiofonica, il che è molto più difficile da trovare, visto che la radio è il media più delicato, non consentendo bluff. 

Bolognese poi Riviera romagnola e ora Radio San Marino, la radio più ascoltata sulle spiagge del litorale, Mirko conosce il mezzo radiofonico e il pubblico. Sempre discreto e efficace, senza l’ansia dei dj e la scarsa fantasia dei conduttori storici, Mirko si ascolta con piacere e con attenzione perchè fa compagnia divertendo e informando, che poi è il ruolo chiave della radio. Molti di quei conduttori storici peraltro sono rimasti  ancorati ai modelli di RMC e di Herbert Pagani e compagni, roba bellissima ma che ha ormai parecchi decenni alle spalle e quindi, come modello, è un po’ usurato. Altro modello altrettanto datato ma ancora valido – solo se si hanno però sottomano gente come Arbore e Boncompagni, altrimenti le spiritosaggini di chi non ha spirito fanno molta malinconia  – è quello di Alto Gradimento. Insomma in radio spazio per inventare ce ne è e i professionisti lo sanno bene ma devono rischiare, cosa non sempre facile.

Tornando a Mirko e alle buone notizie, mi scrive che anche l’ultimo controllo per la ormai ex bimba a Firenze è andato bene. È stato uno dei momenti che mi ha personalmente segnato nella parte finale della mia precedente direzione perchè quando uno dei tuoi ti viene a dire che eccetera e tu sai benissimo che è difficile spiegare perchè certe cose debbano toccare a dei bambini o poco più ma che al tempo stesso puoi solo cercare di dare coraggio e far capire che è una strada, una sfida, un viaggio che comunque segnerà tutti ma che, come accade sempre, finirà in ogni modo per rafforzare e dare un senso a una quotidianità che un senso sembra averlo perso.

Dai diamanti – genovesi o meno – notoriamente non nasce nulla, se non un altro po’ di vanità ma è dal letame che nascono i fiori. Natura quella, natura questa, e una vita difficile è una vita  che merita di essere vissuta. Serve certamente coraggio e cuore e cervello per saper non farsi travolgere ma alla fine ciò che resta e ciò per cui ci siamo battuti, quello a cui abbiamo dato valore. In tempi apparentemente vuoti e disperati come i sorrisi dei selfie che fanno intravedere abissi di solitudine e dolore, ciò che resta è ciò che abbiamo vissuto realmente e che spesso, molto spesso, resta indicibile nel più profondo di noi. Per questo un messaggio da Firenze ti fa sorridere e ti ritorna il senso di vivere, di vivere veramente.

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