Logbook 404 – Diletta

Diletta D’Andrea è una di quelle persone che se hai fortuna incontri, altrimenti hai perso qualcosa. Di lei colpiva il sorriso straordinario che riusciva a illuminare situazioni altrimenti inilluminabili e la curiosità. Ci siamo conosciuti che Jacopo era ancora piccolo e loro vivevano a Ponte Milvio in un residence lussuoso ma vagamente gotico. La casa dietro Piazza del Popolo – il luogo di Vittorio – non era ancora finita e i lavori erano fonte di ragionamenti e dubbi interminabili.

Poi, più tardi, Vittorio chiuse la sua personale partita con la vita. Con Diletta quindi lavorammo insieme su un paio di progetti cui teneva molto. Jacopo intanto muoveva i primi passi in un mondo che aveva nel DNA per diritto di sangue e realizzò un bellissimo ricordo filmato dedicato a un padre che aveva fatto la storia del teatro e del cinema di mezzo secolo.

Quel filmato lo presentammo insieme, lei e io, una sera d’inverno nel salone regionale di Aosta. Venne fuori una serata bellissima con una sala piena – organizzata dalle Soroptimist, se non ricordo male – dove arrivammo scortati da due bellissime gemelle di otto o nove anni, negli splendidi vestiti tradizionali rossi, bianchi e neri delle ragazze di Courmayeur.

É andata via anche Diletta lasciando il suo sorriso – un po’ come il Gatto del Chesire – a chi ha avuto la fortuna di conoscerla e in fondo é strano perché, mentre ci pensi, ti accorgi che stai sorridendo anche tu.

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