Logbook 442 – Arianna

Conosco Andreina da tanto tempo e le voglio molto bene. Con il tempo – anche se sentirselo dire la fa regolarmente incazzare – se mettesse gli occhiali con una pesante montatura e fumasse in continuazione sigarette, tenute in punta di dita, sarebbe sempre più il ritratto di suo padre.

Sono ormai anni che lui non c’è più e quest’anno avrebbe compiuto cento anni (in bocca al lupo al Comitato per il Centenario). In fondo – proprio per responsabilità di Andreina – la prima e l’ultima intervista televisiva di migliaia che ne ha fatte, le ha condivise con me e questo resta uno dei miei ricordi migliori.

Alla Mondadori però, martedi scorso, presentando il libro di Arianna Mortelliti (“Un fazzoletto color melanzana”) sotto l’occhio vigile di Andreina, non abbiamo parlato nè volevamo parlare di consanguinei. Abbiamo parlato del libro perchè siamo lì per quello. Libro impegnativo – sia chiaro – e che non fa sconti al lettore. Protagonista il buio del passato e del presente. Una ragazza che affronta sè stessa attraverso un viaggio all’interno di un piccolo paese e di piccole vite trascorse.  

Bella serata dunque alla Mondadori con molte persone che seguono interessate fino alla fine. Andrea Cavalieri – uno dei migliori fotografi italiani  che conosco, se non si ostinasse a fare l’avvocato per mestiere e il polemista per vocazione – scatta con la sua macchina fotografica, alla faccia dei cellulari. Persino Andreina è contenta della serata, il che è tutto dire. Quando sorride sicilianamente con gli occhi in quel modo, vuole dire che è andata bene.

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