Logbook 452 – Le vie dell’amore

Andrea Bitetto, più che un prestigioso avvocato è un caro amico. Di prestigiosi avvocati se ne trovano, di cari amici molto meno. Girare Trieste con lui è fuga gelosa di immagini, storie e sapori. La sua amicizia  mi permette fra l’altro di pagare un debito di più di quarant’anni fa, quando arrivai una sera in città con una persona che amava molto Trieste. 

Arrivavamo chissà da dove per andare chissà dove e dormivamo, come sempre o quasi, all’Hotel della Posta. Prima che io salissi nella mia camera a depositare il bagaglio, mi venne raccomandata urgenza e rapidità perchè si doveva cercare per cena la salsiccia di cragno con le patate in tecia, piatti mai peraltro sentiti da me in precedenza. Il suddetto, dall’alto del suo metro e novanta e passa, mi guardò con compassione a questa affermazione. Ci teneva al cibo quando mangiava, il che peraltro capitava frequentemente anche se non regolarmente.

Insomma partimmo alla ricerca di queste maledette salsicce. Uno non le aveva, un altro era chiuso e la serata finì mantenendo il sottoscritto nella sua ignoranza gastronomica triestina. Non ricordo cosa mangiammo, alla fine, ma ricordo bene le reazioni del soggetto che non era esattamente un mostro di pazienza.

Con Andrea, finalmente,  mercoledi sera ho provato questo piatto, semplice e perfetto, in un locale non lontano da James Joyce e della sua eterna passeggiata su un ponte che (come Salvini) non riesce mai a superare. Piatto superbo. Birra a latere ovviamente e salsiccia viennese a completare con una senape particolare di cui mi è sfuggito il nome che sembrava più che altro un codice fra Andrea e la cameriera bionda. Trieste è questo ma meglio non dirlo perchè vive bene così, senza il turismo selfiestico e primitivo che affolla altre città.

Il giorno dopo colazione ungherese, seduti con tempi triestini cioè non – tempi e qui arriva un’altra scoperta. Caffè e rigojanci. Un violinista suona in un piccolo locale di Parigi alla fine dell’Ottocento e una principessa che passa per caso si innamora di lui. Non è chiarissimo, almeno a me, il ruolo  che ha avuto, nella storia d’amore, questo dolce inventato appositamente da un amico pasticcere del violinista ma si intuisce abbia comunque fatto il suo. Lei, dopo l’assaggio, lascia il principe consorte e fugge con il violinista in America ma qui finisce la favola perchè non vissero nè felici nè contenti, Resta a noi in eterno questa squisitezza formata da due strati di pan di spagna al cioccolato, separati da spessi strati di crema e cioccolato, e da un sottile strato di confettura di albicocca. Il pan di spagna è cucinato mescolando panna, albume, cioccolato, zucchero e farina. Le vie dell’amore sono infinite.

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