Il y a dix ans.

Mi ricapita fra le mani il mio libro che ha pubblicato Mursia esattamente dieci anni fa. Scrivere di mare e poi pubblicare nella “Biblioteca del Mare”, la collana fondata da quel genio di Ugo Mursia, la si può definire una sensazione se non forte, sicuramente intensa. Ritrovarsi fra Moitessier e Conrad, fra Tabarly e Knox – Johnston, insomma  c’è da farsi venire i brividi. La copertina – bellissima – fu un regalo di un altro genio (questa volta un caro amico), Ivo Milazzo, il papà del volto e delle immagini  di Ken Parker. “Di mare, barche e marinai” racconta cento storie che spaziano il mare in tutti i suoi orizzonti, dalle barche alle navi, dai marinai alle storie che chi naviga sente antiche. 

Il libro, nella sua nicchia, continua a vendere e ogni volta che ricevo i resoconti SIAE – al di là delle cifre che non intaccheranno peraltro per la loro entità la mia solida fibra morale – è un momento di serenità perchè il libro, come quelle barchette di carta o quelle bottiglie con dentro un messaggio e affidate alla corrente, sai che continua da qualche parte a navigare. Scrivere di mare è una scelta di campo, non vincolante ma certo significativa. D’altronde il mare lo ritrovi ovunque nei grandi classici e questo non è certamente un caso.

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