L’anno vecchio se ne va e l’anno nuovo arriva ma entrambi – per noi di queste pagine – raccontano di una storia lontana ma incredibilmente viva come quella di Teleroma 56.
Da una conversazione di gruppo fra quelli che sono rimasti legati, un paio di giorni fa, nasce l’idea di festeggiare nel 2026 i cinquant’anni della Teleroma della Nomentana, della Balduina e di Fiano Romano. Provo a chiedere su Twitter se qualcuno, dopo tanto tempo, se ne ricorda ancora e in meno di ventiquattro ore arrivano oltre 15.000 contatti e centinaia di ricordi, alcuni incredibili se si pensa alla quantità di anni volati via. Ci si ritrova nella memoria e nella nostalgia, ai tempi di quando la tv era tv.
Arrivano da chi ci seguiva tantissimi episodi, dimenticati e no. Il calcio con Michele, Vincenzo, Lamberto, Sandro e tutti gli altri. Tanti momenti. Andrea Cavalieri per esempio – a quei tempi non ancora valido avvocato ma già ottimo fotografo – mi manda una bellissima foto per i contenuti, anche se un po’ debole dal punto di vista tecnico ma a me piace per quello che si intravede e si immagina. Mi chiede se mi ricordo e io dico di no. La foto effettivamente è strana e lui mi racconta.
“Era un filodiretto su Canale 66” che poi era il canale di supporto di Teleroma 56 di cui Canale 66 faceva parte integrante. “Marco e Carlo in studio, elezioni 1992. Io – racconta Andrea che di Canale 66 era il nume tutelare – stavo guardandomi il programma nello spazio dello studio dietro le telecamere, riservato solitamente al pubblico, negli altri programmi. Stavo godendomi la diretta, stravaccato su una poltroncina con le gambe alla John Wayne quando arriva la pausa pubblicitaria. Pannella si alza, si sgranchisce le gambe, poi si viene a sedere accanto a me, nella stessa posizione. La pubblicità stava finendo e Carlo capisce che lo stanno mettendo in mezzo”.
Non ci voleva molto peraltro a capirlo conoscendo Marco che quando gli partiva la goliardia che aveva nel DNA, diventava incontenibile. Torniamo al racconto. “Si torna in onda. Carlo da solo comincia a parlare delle scadenze elettorali, della situazione, insomma tiene la linea poi dice che Pannella stava dicendo prima della pubblicità cose molto interessanti, adesso però si è allontanato un attimo ma speriamo che magari si decide a tornare così finisce il discorso ecc.”. Loro in tribuna a farsi grandi risate mentre io tengo palla come si dice in gerg, finché, continua Andrea, “Carlo non chiede alla regia di inquadrare testualmente i due deficienti. La regia obbedisce rigorosamente”.
Marco allora fa un’ultima risata poi decide, bontà sua, di tornare al tavolo e riprende il discorso esattamente da dove lo aveva lasciato. Avanti ancora un po’ poi via con un comizio registrato e finalmente si va a dormire, al solito a ore improbabili. Resta il fotogramma del VHS che ha conservato Andrea e in cui riinciampo con affetto commosso.
Penso alle migliaia di chilometri in auto a velocità folli, alle migliaia di ore di tv trascorse insieme. Lui era pesante, rigoroso, difficile, esigente, non raramente insopportabile, chiedeva il massimo ma dava anche il massimo se eri nella squadra. È stata una fortuna avere potuto fare le cose che ho fatto con lui. Dio o chi per lui sa se mi manca, e certamente non solo a me.
Buon Anno dunque, Marco. Ce lo siamo detti tante volte, a mezzanotte in studi televisivi, in carcere e nei posti più strani (un anno persino sul fronte di guerra serbo – croato). Ci terrei a ripeterlo.
Buon Anno Marco e grazie di tutto.
