Settimana di rassegna stampa volata via fra Trump (caso pericoloso di psichiatria politica), il Venezuela dove non si capisce granché se non che forse il pensiero più famoso del Gattopardo resta la vera chiave politica ormai non solo italiana ma universale. Altro dal Venezuela è invece l’Iran e la sua gente ormai allo stremo. Gli integralisti al potere ormai da troppo tempo mostrano la corda e ormai è chiaro che è solo questione di tempo.
Poi, in tutto ciò è in tanto altro, arriva la gentile signora di Minneapolis con la sua faccia sorridente deformata da tre colpi di pistola di un criminale patentato. Gente che riconosco quelle uniformi e quei passamontagna contro persone indifese. Non erano per esempio diverse le Tigri di Arkan nei Balcani reclutate da Belgrado per fare il lavoro sporco, per non parlare delle SA naziste dei janjawee sudanesi e di tante altre di queste bande armate al soldo del dittatore di turno.
Ora però l’America è in piazza e c’è da augurarsi che quella gentile signora possa (ovunque sia) vedere che la sua morte non è stata inutile, che gli americani hanno i loro anticorpi.
Giustizia, verità rispetto per ogni singola vita umana, dice il giudice Haywood, uno Spencer Tracy da Oscar. Era il 1961. Era l’America. Difficile credere che non ne resti proprio più nulla
