Alan Friedman – come tutti – ha pregi e difetti ma sicuramente è uno di quelli che dal comparire sulla scena di Donald Trump lo aveva ben inquadrato, dicendo di lui quello che oggi dicono tutti. Ci incontrammo proprio a San Marino dove realizzammo insieme due o tre serie molto belle dedicate alla sua America e a quello che era l’incognita Trump oltre dieci anni fa. Friedman, a sedici anni, partecipò alla campagna elettorale per Bob Kennedy, finita come finì. Ma ha sempre riuscito a dare un quadro della politica americana molto corretto e completo e su Trump in particolare è sempre stato concreto e definitivo, dandogli pochissime (per non dire nessuna) chance.
Siamo amici da tanto con Alan, quindi, quando lo chiamo per proporgli un collegamento con noi per una serata rotariana dedicata agli Usa, alla crisi economica e geopolitica, accetta subito e con piacere. Il ricordo del Titano è un buon ricordo per lui e anche questo aiuta.
Serata affollata con gli altri relatori Luca Filanti e John Mazza mentre le conclusioni sono di Pierluigi Rossetti, il dg di BSI. Dopo Alan Friedman che ragiona fra l’altro sulla necessità che si chiuda, almeno in parte, entro quindici giorni la vicenda di Hormutz visto l’imminente incontro con il premier cinese Xi Jinping, Luca Filanti illustra, da tecnico ma con estrema chiarezza, contesti e prospettive a breve e media scadenza per il contesto europeo e sammarinese. Se la crisi si risolve in tempi ragionevoli, spiega, sarà dura ma sostenibile altrimenti gli scenari diventano cupi, molto cupi.
John Mazza conosce molto bene gli Usa, dove è nato e ha trascorso la sua infanzia. Da diplomatico conosce bene anche le realtà’ internazionali e in particolare quelle dei Paesi satelliti dell’ex URSS. Si ricollega agli scenari evocati da Friedman, sottolineando la scadenza elettorale di novembre come un momento in ogni caso determinante, quali che siano i risultati per democratici e repubblicani.
Pierluigi Rossetti conclude con un taglio di attenzione ai ritorni internazionali e a San Marino in particolare, anche su sollecitazione di una puntuale domanda di Sara. Ragionevolmente positivo come devono essere peraltro i banchieri conosce bene il contesto sammarinese, i suoi limiti e le sue enormi potenzialità. Occorre saper cogliere le occasioni, ribadisce, ma per fare questo occorrono scelte coraggiose e di ampio scenario.
Mentre lo ascolto, mi torna in mente Giovan Battista Vico quando diceva delle difficoltà dei suoi tempi che “paiono traversìe e sono opportunità”. Era la prima metà di un secolo sconvolgente per l’Occidente come il ‘700 ma la sua considerazione viaggia oltre il tempo e resta un modo di vedere e di affrontare la realtà determinante anche in questi nostri tempi.

