L’altra faccia della luna.

Adriano Sofri sul Foglio segnala oggi la vicenda di Lea Melandri e le non felici condizioni economiche in cui si trova. E’ un nome importante nella storia della donna in Italia. Era un gruppo che conoscevo bene visti i rapporti di affetto che c’erano fra me e Adele Cambria, cui mia madre aveva insegnato a leggere e a scrivere quando Adele era bambina. Anche per Adele gli ultimi anni non sono stati facili. Lavoro non ne trovava, nonostante fosse una delle migliori giornaliste italiane di prima generazione. La sua memoria resta solo fra pochi e anche questo non è giusto.

Lea Melandri ha fatto anche lei scelte rigorose, difficili, senza preoccuparsi troppo di un futuro che sembrava non arrivare mai.  Sono state scelte di libertà che la cultura cortigiana di questo Paese non solo non apprezzava ma osteggiava perche testimoniavano che si poteva anche essere altro. I salotti buoni, i ricchi contratti, le comparsate nel circo equestre dei talk show televisivi, avrebbero avuto sangue e linfa nuova se si fossero aperti a persone come Lea. 

L’unico a avere il coraggio un po’ goliardico di aprire la porta e il grande palcoscenico del Parioli era a suo tempo Maurizio Costanzo che il gusto per quelli che rappresentavano l’altra faccia della luna lo aveva nel suo dna e raramente sbagliava. Resta da chiedersi perchè questi grandi protagonisti, fantasmi di regime, che tanto hanno fatto e fanno, al di là delle egemoni cosche e coschette intellettuali e politiche, siano destinati a restare tali. La coscienza di avere meritato onori è molto più importante del fatto di riceverli o meno, insegnava a un giovane arrogante macedone il suo Maestro di Stagira.

Sarà ma a volte sarebbe bello che le due cose coincidessero.

Rispondi

Scopri di più da Ferian

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da Ferian

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere