Fra noi 5.

Caro Carlo,

lei ha appena finito la sua rassegna stampa e ci ha salutati, per sempre, dai microfoni di Radio radicale. Le scorse settimane già Flavia Fratello e Roberta Iannuzzi avevano dato il loro addio dalla lettura della rassegna stampa, ero quindi preparato anche al suo saluto.

Da lunedì scorso lo aspettavo e lo temevo, avevo paura dell’ultimo minuto in cui l’avrei sentita per l’ultima volta dalle frequenze di radio radicale.

Non conosco i motivi che hanno spinto l’editore a questa scelta, non ho competenza e non ho elementi per giudicare. So solo che mi dispiace moltissimo. Per decenni lei e il Direttore Massimo Bordin avete fatto parte della mia vita.

I tempi cambiano, si va avanti. Tutto giusto. Però Lei, caro Carlo, è l’ultima memoria di quegli anni e di quel mondo radicale che non c’è più e sapere di non poterla più sentire mi rattrista moltissimo.

La ringrazio per le parole che ha detto, la cultura che ha condiviso, il garbo con cui si è posto nei confronti degli ascoltatori e la compagnia. Lei e Massimo Bordin per anni per me siete stati la prima voce che sceglievo di ascoltare prima di cominciare la giornata.

Non potrò mai ringraziarla abbastanza per tutto questo.

la seguirò su Ferian, ma già so che non sarà lo stesso.

 L’abbraccio idealmente

Stefano Simoni

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