Fra noi grazie.

Finisce qui luglio e finisce qui anche la pubblicazione di alcuni dei messaggi che sono arrivati e che continuano a arrivare. Sono tanti e fa piacere che le tante ore e le migliaia di pagine di giornali restino comunque e siano parte di una comunità.

Sette anni non sono pochi. Restano comunque nella memoria e negli archivi ma non solo. Anni di COVID – quando da San Marino a Roma incrociavi due auto al massimo – e di guerre prevedibili e impreviste. Di doppi e tripli giochi con milioni in contanti che vagano per il Paese, con new entry in politica che sanno tanto di vecchio eccetera. E raccontare i giornali leggendo fra le righe e sputtanando una propaganda ormai cifra dominante dei media.

Finiamo dunque qui la pubblicazione (anche perché siamo arrivati a 16 e oltre chi va in qualche modo per mare tende a non andare. Inutile dire che essere superstiziosi è roba da ignoranti ma non esserlo porta male). Mi manca già l’alba, il caffè di Elizabeth, la disinfezione dell’archetto, i giornali sistemati in tre colonne e tutto il resto, il secondo caffè sicuramente più bevibile di Ada e la brioche migliore di Roma di Giovanna che mi rimettevano al mondo (voglio molto bene a entrambe) ma la vita va così. Mi manca e mi mancherà soprattutto il pubblico di una radio che conosco bene, da cinquant’anni, con cui siamo cresciuti insieme. Vedremo se riusciremo a inventarci qualcosa ma intanto c’è questo Ferian da cui ripartire quindi rimaniamo in contatto e, se potete, fatelo crescere

Grazie a tutti dunque per quello che avete scritto e per quello che avete pensato in sintonia con chi ha scritto. Questo logbook non va in ferie o meglio farà il suo dovere di diario di bordo in navigazione. Noi però intanto ragioniamo sul prossimo anno che come per bizantini, studenti e calciatori comincia rigorosamente a settembre.

Vedremo quali nuove o vecchie isole ci potrebbe riservare la navigazione. In fondo tutte le isole vanno di moda questa estate e peraltro Kavafis (tradotto da Filippo Maria Pontani ovviamente) può insegnare qualcosa sul tema anche a uno come Christopher Nolan. 

Buona estate…………………………………………………..

ITACA

Konstantinos Kavafis, 1911.Traduzione per Einaudi di Filippo Maria Pontani, 1961)

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa’ voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Poseidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via,
se resta il tuo pensiero alto e squisita
è l’emozione che ci tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrigoni o Ciclopi
né Poseidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa’ voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra) in porti sconosciuti prima.
Fa’ scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Recati in molte città dell’Egitto,
a imparare dai sapienti.

Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna a quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.

Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.

E se la ritrovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.

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