Sempre allegri e mai passion

Trieste accoglie con un mare che è una tavola e un afa da Tropici. In auto mentre con  Gianluigi corriamo accanto al golfo dominato dal palazzo bianco di Massimiliano, guardo quel mare e penso alla barca ormeggiata qualche centinaio di miglia a Sud. Gli inglesi sostengono che non hai mai o quasi mai il tempo, il luogo e la donna giusti contemporaneamente. Con il mare, in fondo é un po’ così e il rimpianto, purtroppo e come sempre, dà un retrogusto di amaro che se non avvelena quanto meno insaporisce male certi momenti.

Passiamo da piazza Dalmazia per lasciare – dopo relativa quindi affidabilissima segnalazione di Andrea – il mio cellulare bruciato (con tutti i dati dentro) a una simpatica e efficiente ragazza cinese, e andiamo a raggiungere nel suo studio Andrea. Tutto bellissimo, lo studio da avvocato internazionale, il bellissimo panama che riposa con grazia su una poltrona, il palazzo, i corridoi infiniti, i dehors appena fuori, affollati di persone che parlano, si divertono, si muovono, sempre con quella educazione naturale che fa pensare alla tradizione imperiale del Der alte Herr e a una educazione non formale ma naturale e efficace. 

Alla Lega Navale presento il libro insieme appunto ad Andrea e a Paolo, storico riferimento della LN in tutto il territorio. Paolo é anche un caro amico. Lo rivedo in una alba nebbiosa darmi una mano a mollare gli ormeggi per una rotta in solitaria al Conero. Sala non piena ma neanche vuota. Le finestre danno sulle banchine dove il Ferian, inteso appunto come barca, é di casa. 

C’é molta attenzione e partecipazione convinta su un tema e un mondo che peraltro i presenti conoscono. Andrea evoca la martire a prua in ormeggio e anche qui le donne presenti annuiscono e ridono mentre i maschi un po’ meno. Ci sarà prima o poi un monumento in un porto a queste eroiche donne mentre brandeggiano un mezzomarinaio cercando al tempo stesso di evitarsi un uxoricidio. 

Finale di serata di arte marinaresca con spaghetti all’astice spettacolari organizzati da Sandro che ha rinviato al giorno dopo la partenza verso la sua piccola isola, vero hortus conclusus del Cantico, materializzatosi per lui nel mare un tempo veneziano.

Usciamo che si annuncia un groppo pesante da Sud. Arriverà puntuale nella notte, pou tardi, mentre ci dirigiamo verso il Continentale dove dormiremo. Mattina dopo colazione rigorosamente ungherese alla Bomboniera – non si batte il classico – poi si riparte, dopo una sosta a San Giusto. Sempre allegri e mai passion, tanto per restare in tema di classici.

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