Logbook 215 – Quando il presente diventa passato

Ci sono momenti nella vita delle persone come delle comunità umane, in cui improvvisamente un presente apparentemente solido – perché consolidato dal Tempo, noto truffatore internazionale – diventa passato. Un istante prima qualcosa è, un istante dopo non è più. Restano comunque i più o meno tenui fili di memoria che lentamente perderanno o rischieranno di perdere la loro identità, per dimenticanza o per il suo contrario, un contrario che può anch’esso logorare. La memoria dove la tocchi duole, scrive il greco Giorgio Seferis, grandissimo e misconosciuto Nobel della letteratura. Forse è vero, forse no, o forse piuttosto cambia questa verità a seconda di momenti e circostanze e prospettive.

L’arresto del latitante italiano più famoso nel mondo potrebbe essere uno di quei momenti. Da un istante all’altro, il boss non è più ma diventa passato. Oppure, sempre per esempio, non manca poi molto a un anno di guerra, una guerra che doveva durare due giorni secondo Putin e non solo. Appena il primo carro armato con la Z ha varcato il confine ucraino, ecco che il presente si trasforma in passato e non esiste più.

La vita è fatta di questi momenti. Oogway, la tartaruga mistica di Kung Fu Panda, lo dice chiaramente al panda, allievo perplesso di Shifu, un Dustin Hoffman travestito da non ho mai capito quale animale, suo maestro di kung fu. La tartaruga non dice una cosa nuova ma la dice nel modo giusto al momento giusto del film: ieri è storia, domani è mistero ma oggi, oggi è un dono, per questo si chiama presente.

Restano quegli istanti di passaggio fra presente e passato. Sono loro che alla fine danno – brutto o bello che sia – il senso di una vita che scorre, di un mondo che scorre, con tutte le cose giuste e le cose sbagliate che si trascina dietro. La vita è in fondo solo un insieme di questi istanti che fra lagrime e risate si cerca di tenere insieme in qualche modo e con molta fatica.

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