Logbook 308 – Festina lente

Non mi è chiaro se sia un problema di età oppure dei tempi anche se molto probabilmente è quello che si dice un combinato disposto di entrambi. Il fatto è che l’attesa non esiste praticamente più. Se dobbiamo attendere ci attacchiamo al telefonino e così non sappiamo più aspettare con quella che una volta si chiamava pazienza, uno dei due invincibili guerrieri insieme al Tempo, almeno secondo Tolstoj. Nessuno li può sconfiggere, scriveva lui, mentre oggi la pazienza o è rassegnazione passiva o viene sostituita dalla fretta, la maledetta patologia caratteristica di questi tempi.

Tutto e subito, era uno slogan politico che andava di moda tanto tempo fa, come i pantaloni a zampa d’elefante e le gonne a fiorelloni, ma è sempre stato anche sempre poco convincente. Invece oggi sembra la rotta su cui ci si muove perchè non sappiamo più prendere fiato e aspettare, facendo così anche stupidaggini che una volta con tempi più “umani” – è proprio il caso di dirlo – ci saremmo evitati.

Viviamo in velocità e il vuoto non lo si può riempire quando si va veloce perchè la velocità comporta necessariamente la superficialità, cioè un terreno solido che sostenga il piede in superficie. Se vuoi andare veloce, dice non a caso un vecchio proverbio africano, vai da solo ma se vuoi andare lontano devi essere in gruppo. Oppure, se si preferisce giocare in casa, basta recuperare Cesare Augusto e quel suo grande ossimoro – “festina lente”, affrettati piano – che in fondo lo portò abbastanza lontano.

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