Logbook 318 – Regimetti

Leggi i giornali e ti sembra di essere finito in un film dei Vanzina. Cristian De Sica sarebbe un perfetto Salvini mentre la Schlein la potrebbe fare la Litizzetto. La Meloni è la Paola Cortellesi del gatto in tangenziale, nessun dubbio, mentre Renzi potrebbe farlo Panariello. Verdone come Calenda? Fiorello per La Russa, un classico. Checco Zalone per Conte? E via di seguito con tutti quei caratteristi che Massimo Bordin definiva felicemente gerarchi minori e la natura dei gerarchi è bene nota.

La situazione politica – e non può essere solo il caldo – ormai rasenta la follia mentre le relative tifoserie interessate (spesso molto interessate) si prendono a capelli come in una rissa a un semaforo, a seconda se il fatto coinvolge amichetti o nemichetti. Il quasi cinquanta per cento degli italiani che non va a votare guarda annoiato e perplesso, convinto che non è più neanche un problema di turarsi il naso e votare, montanellianamente parlando. Il fatto è che da questa politica più che di onore si potrebbe appunto parlare di odore, e non è un odore buono. Destra o sinistra che sia, non ci sono dita sul naso che tengano.

Una opinione su "Logbook 318 – Regimetti"

  1. Interessanti paragoni. Comunque penso che Checco Zalone sia troppo dotato di umorismo – e quindi intelligenza – per poter fare un parallelo con Conte. Non basta l’accento, penso. Forse Conte ricorda più macchiette da varietà di piccolo paese e della prima metà del ‘900. Sarebbe forse più un “popov” qualunque delle campagne russe, forse, giusto per dargli una dimensione internazionale?

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